Paolo Giordano

SANREMO 2014 – CALA IL SIPARIO SUL “FESTIVAL” … E FIOCCANO LE POLEMICHE: RENGA, ARISA, “TALENT”, GIURIE (“ARENA di Giletti” E “DOMENICA IN” 23/02/2014)


sanremo-20141-520x292E’appena calato il sipario (sperando che non si inceppino nuovamente gli ingranaggi…) sulla 64esima edizione del “festival” e immediatamente infuriano le polemiche, sia sui “social” che in televisione, è il caso di ieri nella lunga maratona pomeridiana di Rai1 (ore 14.00 – 20.00), in cui, mentre si passava senza soluzione di continuità dall’”Arena” di Giletti a “Domenica in” con Mara Venier, l’unico argomento in grado di “surriscaldare gli animi” degli opinionisti sul palcoscenico dell’”Ariston” è stato il “colpo di scena” di Sanremo 2014, ossia la vittoria, inspiegabilmente sfuggita di mano a Francesco Renga, quando ormai sembrava già sua. Era praticamente “annunciata” da giorni, la prima classifica del televoto lo poneva al posto d’onore e anche gli inviati di “Le amiche del sabato”, a zonzo per la cittadina della Riviera dei Fiori, interpellando a caso i passanti, avevano raccolto un vero e proprio plebiscito di preferenze in suo favore, pochissime le persone che citavano candidati con nomi dissimili. Poi non è chiaro cosa sia accaduto, quando la Littizzetto ha dato lettura della terna destinata a salire sul podio, molta gente dev’essere rimasta con la stessa espressione che ha un pesce congelato appena tolto dal “céllophane”, chi si sarebbe potuto aspettare che a qualificarsi ci riuscisse un Raphael Gualazzi con i suoi ritornelli sottolineati da nitriti equini o un Renzo Rubino di scarsa fama, che balza alla memoria più di tutto per aver massacrato il pianoforte con cui si accompagnava, vista la violenza con cui ne percuoteva la tastiera, neanche stesse adoperando delle mazze e non le dita?e che dire della canzone “sciacquetta” risultata vincitrice,

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“Controvento”, interpretata a fil di voce, senza brio né coloriture personali da un’Arisa abbastanza sottotono, che sicuramente meritava molto di più il premio nel 2012 con “La notte”? Fazio, gongolante, fregandosi le mani, la sera della “finale”, si è così espresso su chi ha conquistato le prime tre posizioni “Tutti tre arrivano da Sanremo Giovani”, imitato di lì a poco dal sindaco di Sanremo, anche lui “tre metri sopra il cielo” dal gaudio “C’è Area Sanremo in concorrenza …” e così dicendo si sono “smascherati” da soli, dopotutto l’Arlecchino si confessa ridendo, questo era il vero intento del “festival” di quest’anno, la controffensiva di un’ipotetica “alta scuola” targata Sanremo, generatrice e promotrice di “qualità” e fucina di nuovi artisti, verso tutto ciò che le è estraneo, “talent” in testa, la sottolineatura del conduttore e del primo cittadino era probabilmente destinata a loro. Ma com’è andata esattamente nei “forum di discussione” domenicali?Da Massimo Giletti, smaccatamente pro-Renga, infatti l’ha voluto sul palco in apertura e dalla Venier, è prevalso il partito “anti-Fazio bis 2014” (non è una legge …) e soprattutto “anti-giuria di qualità”. A seguire qualche opinione sparsa: Cristiano Malgioglio ”Renga la voce più bella fra i cantanti italiani … Arisa uno scandalo” e ancora “Mancava il nazional-popolare, Bertè, Rettore …”, qualcuno ha ricordato che l’assenza di “ex-talent” ha allontanato il pubblico giovane, concordi tutti i giornalisti, da Mariella Venegoni a Mario Luzzatto-Fegiz, ad Alessandra Comazzi, sul livello molto “modesto” dei brani musicali e per Paolo GiordanoIl festival era troppo simile a quello dell’anno scorso … E troppe parolacce (ndr della Littizzetto), una funziona, non di più”, il turpiloquio ha infastidito persino una che non le manda a dire come Mara MaionchiAllusione continua sessuale … disturba”; e anche la commissione giudicante dell’”Ariston”, il cui voto si doveva sommare a quello espresso dal pubblico da casa, è finita sul “banco degli imputati”, principalmente perché ritenuta non sufficientemente preparata in materia di musica, essendo composta in prevalenza, salvo pochi membri, fra cui Paolo Jannacci (ndr musicista come il padre Enzo), da attori e con un presidente regista, Paolo Virzì, opera loro, il vertiginoso “abbassamento della media” di Francesco Renga, tanto benvoluto dal televoto, come hanno rilevato la Venegoni, Adriano Aragozzini (ndr ex “patron” di Sanremo) e Marino Bartoletti “Il popolo italiano è stato per Renga”, un quarto posto “fuori dai giochi”, per il cantante di Brescia (ndr nativo di Udine) che ha rischiato di far “rimettere la faccia” persino al mago dalla pluriennale carriera Giucas Casella, che aveva indicato un pronostico di vittoria che lo ineriva e che finora, ha detto, in tutti i casi precedenti, c’ha sempre azzeccato, non si sa cosa sia accaduto, si stanno cominciando a spegnere i suoi poteri di pre-veggenza o forse non è così e in questo “festival” c’è “dell’altro”?

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E intanto è notizia di queste ore che il brano di Arisa è stato clamorosamente accusato di plagio. Che ne è, invece, di Renga?Pare stia “affilando le armi” in attesa dell’uscita dell’album, in cui è inserito un duetto nientemeno che con la Alessandra Amoroso, quindi è praticamente in una botte di ferro, garantiti i passaggi in radio, raffica di ospitate da “Mamma Maria”, che benedirà questi “sponsali” (un po’ come “Don Matteo” quelli della Lity e Fazio) artistici, Fimi-Nielsen già prenotata e nuove tappe aggiunte in tutta fretta al “tour” e alla fin fine, state a vedere che riuscirà pure a “farla” sotto il naso a chi non ha creduto in lui? Ride bene chi ride ultimo, allora? No, di questi tempi,ride” soprattutto chi sa di poter contare su molti… “Amici”
[Articolo a cura di Fede]

 

DA MASSIMO GILETTI SI PARLA DI SANREMO SENZA TALENT: UN’ “ARENA”… SENZA SPARGIMENTI DI SANGUE O QUASI (26/01/2014)


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Domenica, nell’ultimo segmento dell’ ”Arena”, trasmissione “leader” per ascolti della domenica pomeriggio, una volta accantonate le diatribe politiche, le evasioni fiscali milionarie e i vaticini di qualche “visionaria” bosniaca, l’argomento conclusivo in scaletta era decisamente più sfizioso e rilassante, l’assenza dei vincitori dei “talent”, usciti nell’arco del 2013, a Sanremo 2014. Su uno schermo si sono succedute le immagini dei trionfi, nelle rispettive edizioni, di “ex-talent” in gara tra i “big”: Marco Carta con “La forza mia” (2009), Emma Marrone “Non è l’inferno” (2012), Marco Mengoni “L’essenziale” (2013) e infine Valerio Scanu “Per tutte le volte che” (2010). E in rappresentanza dell’intera categoria, l’ospite in studio è stato proprio il cantante di La Maddalena, Giletti ha voluto ironizzare sul suo brano sanremese “E’stato un tormentone … Hai mai fatto l’amore in tutti i laghi?” Valerio, un po’ teso, ma sorridente, ha detto che preferisce farlo nel mare. Il conduttore, misurato, con la consueta professionalità che lo contraddistingue, per entrare nel vivo della discussione, gli ha chiesto il motivo per cui abbia innescato, recentemente, una polemica contro il sistema discografico italiano, Valerio, contenuto e nel contempo incisivo, ha raccontato che le “majors”, in particolare quella di cui ha fatto parte fino a poco tempo fa (ndr la Emi), attingono ai “talent”, dove trovano ragazzi già dotati di visibilità e con un loro pubblico, in grado di “fruttare” sul mercato, li spremono e poi, invece di farli crescere, li mettono da parte. Attorno a lui (purtroppo!) tante sue e nostre vecchie conoscenze, il giornalista Mario Luzzatto-Fegiz, t-shirt giovanilistica con la scritta “Odio i talent” (ma se per anni non ha campato d’altro! ndr), meno ostile del previsto, che ha lanciato la prima sassata “Siete dei prodotti in divenire, come una torta che lievita … uno ne assaggia un po’, ma poi il mal di pancia è assicurato”, seduti all’opposto, a fungere da “controparte”, il giornalista e critico  Paolo Giordano e la ex-giudice di “talent”, oltre che produttrice discografica, Mara Maionchi, che, forse, sentendosi punta sul vivo dall’argomento per lei, “spinoso” del dibattito, in quanto discografica, è stata particolarmente astiosa e acida nelle sue uscite, citando esempi di colleghi di Valerio che ce l’hanno fatta “La crescita di un artista è fatta dalla squadra e Emma e Mengoni ne hanno intorno davvero ottime … Il successo è un gioco di squadra”, con “sollevazione” immediata di Klaus Davi, che, benchè si cercasse di coprire la sua voce,  ha giustamente obiettato che se altri “talentati” vanno avanti è unicamente perché alle spalle hanno le case discografiche e chi li produce che ci “investono” dicendo poi chiaramente “ … lui no”,  l’argomento  viene comunque  sfumato nell’immediato per non sollevare polveroni fa intendere Giletti   e La Maionchi, con un atteggiamento sempre più “petulante” (la credevamo più simpatica), ha ricordato a Valerio di averlo “provinato” quando aveva 17 anni per “X-Factor” e di avergli consigliato di “finire la scuola”  e intanto sono partite immagini del vincitore proprio di quella trasmissione, Michele Bravi, che ora sostiene di voler studiare Filosofia (ma perché non Musicologia o affini?) all’università. Ma  cos’era?  un tentativo di far  apparire Valerio ignorante? Ci ha provato la signora Maionchi…ad esaperarlo, conoscendo  la notoria impulsività, ha tentato di portarlo  a compiere qualche mossa azzardata (l’intenzione di suscitare reazioni, sembra, ci fosse tutta), uno scatto irritato,  qualche espressione irriverente che sarebbe stata giudicata poi “sacrilega” dall’opinione pubblica, ai danni del venerabile “mostro sacro” Maionchi, invece il cantante con pacatezza e con una semplice considerazione che guadagna l’applauso del pubblico  la mette in buca “Io non mi sento non acculturato, sono più quelli che hanno successo che lo basano sulle esperienze di vita… non penso che Vasco Rossi sia laureato in Lettere e filosofia, l’ultimo disco me lo sono scritto e autoprodotto” per poi ribadire: “Me ne sono andato io dalla casa discografica, non mi hanno mollato! E’ stata mia la scelta… io credo in me stesso a differenza di un percorso precedente”. Scampato pericolo, quindi Valerio  è cresciuto e , memore di passate esperienze di cui porta tuttora i lividi, non è caduto nell’insidioso trabocchetto e ha sempre risposto a tono, rispettoso dell’”anzianità” di servizio (e non solo!) degli interlocutori, con spiccato buon senso e la maturità che sta acquisendo, via via, da unico imprenditore di se stesso. Inutili e di dubbio gusto, altre provocazioni, qua e là, della Maionchi “Io ci sarò ancora quando tu non ci sarai più” (vedremo, l’impegno per “esserci” ancora a lungo, Valerio ce lo sta mettendo tutta!), che lasciano sospettare che ci possa essere del “personale” nei suoi confronti e in effetti, scartabellando negli archivi, si scopre che la signora, quando era ad “Amici”, è stata “tutor” di un concorrente Gerardo Pulli, a cui la sua etichetta discografica “Non ho l’età”, ha pubblicato un ep, distribuito dalla Emi, (guardate i casi della vita!) ex-casa discografica di Scanu ed ecco che ora i conti tornano. E comunque Valerio, da Giletti, ha stravinto su tutta la linea, lo dimostrano anche i sonori applausi in sala dopo la messa in onda del video del suo nuovo singolo “Sui nostri passi”, estratto dal cd “Lasciami entrare”, uscito oggi e primo su Itunes, anche senza radio ma questo…è un altro discorso!

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Valerio Scanu è opportuno precisare non ha attaccato i Talent show che ha sempre dichiarato di  riconoscere come valida rampa di lancio per chi  vuole emergere o farsi notare nel panorama musicale e non attacca neppure le case discografiche, è in malafede chi scrive il contrario, fa semplicemente  il punto su una situazione che è nota da tempo e denunciata a più riprese da vari artisti anche di grande esperienza che infatti ora si autoproducono  lasciando alle case discografiche la sola distribuzione….e sono tanti! Questo va detto  perchè fra i tanti problemi che affliggono la crisi discografica, succede che i direttori artistici sono stati i primi a essere licenziati. Non producevano, non portavano soldi nelle casse e sono stati mandati a casa col risultato che sono subentrati manager che puntano al bilancio economico e magari non sanno neppure chi sia l’artista, non conoscono la musica che devono produrre. Emblematica è l’esperienza che racconta nel libro Masini quando in una major si è trovato davanti come responsabile un ex manager di una grande azienda di prodotti di bellezza bravissimo magari a far quadrare i conti, ma non sapeva da che parte cominciare parlando con Masini. Per questo sempre più artisti stanno preferendo le piccole etichette, proprie o indipendenti. Almeno lì si sentono in famiglia, coccolati, possono parlare dei loro problemi artistici e sanno che chi li ascolta li comprende… esattamente come Valerio Scanu adesso.