Pavarotti

06/09/2017 – 21:25 #RAI1: PAVAROTTI, UN’EMOZIONE PER SEMPRE Omaggio al Maestro in diretta dall’Arena di Verona, conduce Carlo Conti


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In occasione dei dieci anni dalla scomparsa del Maestro Luciano Pavarotti, avvenuta il 6 settembre 2007, partono dall’Arena di Verona, per poi proseguire con eventi in tutto il mondo, le celebrazioni della Fondazione “Pavarotti 10th Anniversary“, con la serata evento “Pavarotti, un’emozione senza fine”, condotta da Carlo Conti, in onda in diretta mercoledì 6 settembre alle 21.25 su Rai1 e Rai Radio2. Placido Domingo, Josè Carreras, Zucchero, Giorgia, Angela Gheorghiu, Vittorio Grigolo, Eros Ramazzotti, Il Volo, Francesco Meli, Nicola Piovani, Fiorella Mannoia, Nek, Fabio Armigliato, Andrea Griminelli, Massimo Ranieri, Ron Howard, Alessandro Del Piero, Fabio Fazio, sono solo alcuni dei grandi artisti italiani e internazionali che renderanno omaggio al Maestro sul palco dell’Arena di Verona.
Una giornata destinata al ricordo di Pavarotti con un grande evento televisivo in diretta dall’Arena di Verona, tempio della Lirica e casa di tanti successi, per raccontare una storia unica al mondo, ancora oggi ineguagliata. Al centro ci sarà la storia umana e artistica di Big Luciano attraverso le voci e le testimonianze delle persone che gli sono state più vicine e che sono significative per questo racconto di una vita incredibile. A cominciare da Placido Domingo e José Carreras, interpreti di uno dei momenti più popolari della carriera del Maestro con I Tre Tenori, per arrivare alle nuove generazioni cui Pavarotti ha sempre guardato con tanta attenzione: Francesco Meli e Vittorio Grigolo.
Sul palco dell’Arena di Verona saliranno anche il soprano Angela Gheorghiu e il tenore Fabio Armiliato, due artisti che il Maestro Pavarotti stimava molto e che aveva anche voluto accanto a sé in occasione del suo quarantennale di carriera a Modena nel 2001. Tra gli amici anche Andrea Griminelli, storico flautista e amico con il quale ha suonato in tutto il mondo e in collegamento, per un ricordo speciale, Andrea Bocelli.
Un omaggio al ruolo che Luciano ha avuto nella lirica verrà tributato anche da Il Volo e dai 2Cellos, il duo di violoncellisti che si ispira al Maestro. Un omaggio speciale arriverà dal Premio Oscar Nicola Piovani, che ha composto una lirica, Luciano, per questa speciale occasione. Anche gli ospiti del “fronte pop” porteranno il loro contributo per completare il ricordo di quel meraviglioso affresco che è stata la vita di Luciano. A cominciare da Zucchero che partecipò a tutte le edizioni del Pavarotti and Friends e nel 1992 convinse il Maestro a cantare al suo fianco l’aria di Miserere.
Ci sarà Eros Ramazzotti con la sua “Se bastasse una canzone” scelta per rimarcare l’impegno sociale verso i più deboli che è sempre stato tra le priorità di Luciano. Tra gli ospiti internazionali spicca la presenza del premio Nobel per la pace Rigoberta Menchu  insieme ad altri rappresentanti di UNHCR che ricorderanno la grande dedizione di Luciano per i bambini vittime della guerra. Presenti anche Giorgia che duettò con Luciano nel 94 e che Luciano ha sempre ricordato con grande stima e affetto e Fiorella Mannoia che con la sua specialissima versione di Caruso, un’altra pietra miliare del percorso di divulgazione di Luciano, offrirà un modo speciale per ricordare un altro grande amico che non c’è più, Lucio Dalla.
Ci sarà Nek che, oltre a condividere “la modenesità”, condivideva con Luciano anche l’’amore per il canto e per il prossimo, e avrà il compito di ricordarlo attraverso un’Ave Maria composta da Pavarotti stesso, a favore dei bambini in difficoltà.
Ci sarà anche Massimo Ranieri che avrà il compito di rappresentare il repertorio della canzone napoletana, amatissima da Luciano e presente in ogni suo concerto. 
Fabio Fazio, grande amico di Luciano, compagno di tante avventure, per l’occasione racconterà il “suo” Pavarotti e per ricordare la grande passione del Maestro per la Signora del calcio, ha accettato l’invito anche Alessandro Del Piero, storico capitano juventino. Eugene Kohn, che ha condiviso molti palcoscenici con Pavarotti dirigerà l’Orchestra Filarmonica del Festival Pianistico di Brescia e Bergamo. In occasione del decimo anniversario è partita anche la produzione del docu-film, prodotto da Imagine Entertainment e White Horse Pictures, diretto dal regista Premio Oscar Ron Howard che sarà presente il 6 settembre e che dopo i Beatles ha scelto di raccontare la storia di Pavarotti che ha affascinato il mondo.
Come per i Pavarotti and Friends, a UNHCR sarà devoluto una parte dell’incasso per il sostegno dei rifugiati e l’evento di Verona sarà anche l’occasione di una grande raccolta fondi destinata al sostegno della Casa Museo. La regia della serata televisiva è affidata a Maurizio Pagnussat. Rai Radio2 seguirà l’attesa manifestazione, in diretta dalle 21.00 sulle frequenze di Radio2, per raccontare il territorio attraverso uno dei più grandi eventi musicali dell’anno. A condurre questa serata speciale alla radio sarà Massimo Cervelli”.
Redazione

Il centenario dell’ Arena di Verona: Ritorno agli antichi splendori.


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Lunedì 10 giugno 2013 l’”Arena” di Verona, inizialmente accesa di innumerevoli luci, o, per meglio dire, quasi illuminata a giorno, stracolma di pubblico, sicuramente, come sempre, proveniente anche dall’estero, si è preparata a ospitare un evento attesissimo, l’inaugurazione della stagione operistica, oltre che di innegabile valenza celebrativa, avendo essa ricevuto la sua consacrazione a “tempio della musica” esattamente 100 anni fa, nel 1913 e da allora, oltre ad aver visto avvicendarsi e sfilare i più stimati nomi della lirica e della musica, un tempo prevalentemente classica, nazionali ed internazionali, è diventata, per così dire, uno dei “fiori all’occhiello” in grado di rappresentarci onorevolmente nel mondo. E in tale cornice magica e prestigiosa, ieri, si sono dati il cambio artisti di primissimo piano, dando vita ad esibizioni singole e corali di altissimo livello, fra cui l’aria toccante e nostalgica “E lucevan le stelle” dalla “Tosca” di Puccini e la potente “Vincerò” da “Turandot”, rese dal tenore Andrea Bocelli con voce limpida e dalle sfumature inalteratamente giovanili e il mirabile duetto, nella datata romanza “Non ti scordar di me”, che ha visto impegnati quel “monumento della scena” -meglio noto come uno dei “three tenors” (ndr Pavarotti-Domingo-Carreras) di fama interplanetaria che hanno dato dimostrazione della loro sorprendente vocalità, riuniti in trio, in molteplici occasioni- che è Placido Domingo, e il citato artista toscano, con cui hanno omaggiato l’indimenticabile amico comune scomparso Luciano Pavarotti, applauditi, fra il pubblico, dalla sua giovane vedova, Nicoletta Mantovani Pavarotti.

E ancora, sul palco sono apparsi un mobilissimo e vivacissimo (l’aggettivazione in “–issimo”, dopo aver ascoltato, nell’opera, tanti “Bravo bravissimo, presto prestissimo” ecc. è pressoché un riflesso condizionato) baritono che ha fatto rivivere un “Barbiere di Siviglia” divertente e dalla lingua sciolta proprio come lo si immagina e una “Madama Butterfly” interpretata da una cantante ispanica che nel ruolo dell’eroina pucciniana ha saputo essere intensamente emozionante nel tratteggiarne lo struggente amore illusorio e senza speranza, carico di vane aspettative, senza mai essere tentata da scivolamenti sul versante lacrimevole e lamentoso.

Rutilante e multicolore lo spettacolo collettivo, che ha impegnato, pare, ben duecento figuranti, della piazza, che, in “Carmen”, accoglie il “toreador” Escamillo e poi le coreografie imponenti per la marcia trionfale di “Aida” e le danze dei gaudenti che intonano, con il calice levato, il famosissimo “Libiamo” da “Traviata”. Ma la tradizione è stata anche sapientemente mescolata con l’innovazione, la modernità e l’aggancio a tragiche pagine di storia di un passato non remoto non completamente rimosse dalla memoria di molti, infatti non poteva non colpire la scenografia di “Nabucco”, dove l’immancabile “Va Pensiero” è stato sussurrato da un popolo ebraico in stato di schiavitù impossibilitato a oltrepassare lo sbarramento di “cavalli di Frisia” e reticolati di filo spinato che si riportavano a forme di detenzione in stato di prigionia ben più dure e senza scampo di quelle dell’Egitto antico.

La serata è stata presentata da Antonellina Clerici, con il busto strizzatissimo nel corpetto del suo abito lungo rosa da cui debordava, con tanto di “carne tremula” ai lati, i casi sono due, se vuole riuscire a “entrare” in questi abiti: o si iscrive alla svelta presso un centro “Figurella” o si fa scucire tutte le “pinces” dalla sarta e si allenta la “guepière”, altre soluzioni non ci sono.

In conclusione, l’inno di Mameli, intonato da Bocelli, con partecipazione del pubblico all’unisono. L’ “Arena”, finalmente, ieri sera, è stata restituita alla cultura, all’arte, all’universalità, dopo che in tempi recenti si era temuto potesse inesorabilmente declinare, vista la sempre più frequente concessione ad ospitare sullo stesso palcoscenico e nell’ambito delle stesse manifestazioni, personaggi di mediocre spessore artistico, per lo più di estrazione televisiva, accanto a “big” che invece ne hanno fatto la storia e hanno contribuito a darle lustro e fama generalizzati. Cinque milioni di telespettatori all’ascolto sono un risultato più che confortante, che sta ad indicare che la trasmissione non è stata seguita solo da un ristretto numero di melomani e appassionati e che l’opera, il “bel canto” e la musica in genere godono tuttora, fortunatamente, di un ottimo stato di salute.

[Articolo a cura di Fede]

 

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