Pierdavide Carone

PIERDAVIDE CARONE: “RITORNO CON UN NUOVO ALBUM, RIMPIANGO DALLA E … NON CANTERO’ ‘BORGHESE’ “


carone

Da qualche tempo “mancava all’appello”, ma ora è notizia confermata da varie fonti giornalistiche, d’altra parte lo aveva annunciato lui stesso, un mese fa, a “Verissimo”, Pierdavide Carone (30/06/1988), il giovane cantautore rivelatosi ad “Amici 9”, sta per ritornare e lo farà in grande stile, con un nuovo album su cui è stato impegnato a lungo e nuovi progetti professionali. Ma dove è stato e cosa ha fatto nel frattempo?Non è facile ricostruirlo, la sua natura riservata, schiva e per niente “caciarona” lo ha portato spesso a rifuggire dal “gossip” più becero e dai ritrovi mondani assediati da “celebrità” televisive, tanto che una recente illazione, del tutto simile, nella sostanza, all’”affaire”  Fico-Balotelli, fatta circolare dai “media” in corrispondenza con la rottura del legame con la fidanzata Grazia, gli ha causato serio imbarazzo. Comunque non si è perso per strada, così motiva egli stesso il prolungato periodo di assenza, ai microfoni del programma della Toffanin “Sono fermo da quasi due anni. Dopo la morte di Lucio Dalla, ho avuto una sorta di –blackout- compositivo, ci ho messo un po’ per uscirne … Ho ricominciato a scrivere, l’album uscirà a ridosso dell’estate. Ho recuperato il mondo dei primi singoli, semplice e un po’ ingenuo, rapportandolo a un’età anagrafica diversa …”

I primi singoli, è doveroso dirlo, erano stati accolti con vivo interesse da pubblico e critica, “Di notte”, più intimista e “La ballata dell’ospedale”, in cui descriveva in maniera ironico-surreale un’esperienza di vita vissuta e che gli valse da più parti accostamenti estremamente incoraggianti e lusinghieri a “mostri sacri” del calibro di Enzo Jannacci, Rino Gaetano, soprattutto e il “cantastorie” Angelo Branduardi. Nel 2010, anno del primo cd “Una canzone pop”, compone le musiche e scrive il testo di “Per tutte le volte che …”, brano affidato al 19enne Valerio Scanu, che si aggiudica il primo posto a Sanremo, nonostante le perplessità di chi va a sottilizzare all’eccesso sull’ amore “in tutti i laghi e tutti i luoghi”, di cui Carone dirà stringatamente che voleva essere una metafora di un sentimento “universale”, forse, si potrebbe dire, espressa un po’ immaturamente, in modo “naif”, da un “paroliere” non proprio di lungo corso, che allora, infatti, non raggiungeva i 22 anni, tuttavia, dopo successi e vendite balzate al multiplatino a breve distanza di tempo dal termine di “Amici 9”, Carone si confronta con un momento di improvvisa, impreventivabile stasi “Negli ultimi cinque anni ho fatto un po’ di errori, dopo il primo disco ho vissuto quella fase in cui vai da zero a mille e rischi di perdere la trebisonda”, ma nel 2012 è, a sua volta, in gara a Sanremo, dove si classifica quinto con il motivo “Nanì”, un racconto a sfondo sociale sensibile alla condizione di una “schiava” del “racket del sesso”, sotto l’attenta supervisione e direzione di quell’artista insostituibile e incomparabile e che ha lasciato un grande vuoto nel panorama musicale italiano, che è stato Lucio Dalla, che da tempo era alla ricerca di un successore a cui “passare il testimone”, chissà se fra i possibili candidati non pensasse anche a lui, il ragazzo lo ricorda con affetto “Ci siamo conosciuti attraverso l’intercessione della casa discografica … E’stato artista e mecenate degli altri … Ogni tanto mi sfondava i deltoidi, era molto esigente perché sapeva che potevo dare di più vocalmente, mi diceva di non cantare da –borghese-“. Ritroviamo Pierdavide ancora ad “Amici Big”, a partire dal marzo 2012, dove presenta il bel singolo “Basta così”, su un amore che finisce, anche in duetto con il collega Valerio Scanu, la cui carriera si è già intrecciata, come si è detto, alla sua, poi, come ha affermato lui stesso (sopra), il cosiddetto “blackout”.

Carone, più che come “voce”, ha lasciato il segno per essere stato uno dei giovani musicisti e autori – e sono tanti i personaggi dotati di autorità in materia a lamentare la scarsa reperibilità di questa figura professionale-  più originali transitati da “Amici”, c’è da auspicare che possa, in futuro, occupare il posto che meriterebbe per il suo talento. Da rivalutare.

Fede

ESTATE 2013: TELESQUALLOR E “SHOW” MUSICALI … “IN SALDO”.


marcella bella

Nelle nostre città è ormai epoca di “ribassi”, le vetrine dei negozi cominciano a essere tappezzate da striscioni di carta su cui sono indicate percentuali molto variabili, ma con un unico comune denominatore: lo sconto selvaggio. A quanto ci è dato constatare, ma è un fenomeno riscontrabile da anni, anche le televisioni durante il periodo estivo si adeguano al “deprezzamento” del prodotto, mandando in onda veramente “di tutto, di più” e non azzeccandone una giusta, eppure non sarebbe difficile intuire cosa gradirebbe il pubblico durante la bella stagione, essenzialmente serate  a carattere musicale, il lancio di canzoni in grado di trasformarsi in “hit” da ballare poi nelle feste in spiaggia organizzate negli stabilimenti balneari o in discoteca, ma anche da riascoltare alla radio e il tutto condito con un po’ di spensieratezza, di brio, di leggerezza, di movimento e, perché no, il gusto della novità e dell’inedito, nessuno chiede, in verità, “la luna”.

bobby_solo_

E invece cosa si ritrova?spettacoli “fatti in serie” che si ispirano al medesimo copione e agli stessi ingredienti “fissi” e immutabili, con impiego “a profusione” di personaggi “rispolverati” lì per lì come “tappabuchi”, attingendo, e il parallelo con l’argomento di apertura non è affatto fuori luogo, alla schiera di gente che, come “fondi di magazzino”, giace parcheggiata nel dimenticatoio in cui l’hanno relegata le reti televisive da chissà quanto tempo. Ne fanno parte cantanti oltre l’età pensionabile invitati a riproporre, sull’onda del “revival” e dell’”operazione nostalgia”, per la centomilionesima volta, successi che sanno di “ammuffito” e “stantio” targati “Castrocaro” “Settevoci” o “Un disco per l’estate” anni ’60, con vistosissimo affaticamento vocale, interpreti decisamente più giovani e non privi di vigore o tenuta dell’intonazione, purtroppo non in grado di “sfondare” o di gran richiamo, è il caso della figlia di uno dei “re” della canzone anni ’50, specializzata in un repertorio melodico ormai tramontato, la legge dell’ereditarietà l’ha premiata nella notevole estensione di voce, ma non le ha regalato la popolarità e i  primati di vendite del genitore, non manca mai all’appello laddove c’è un programma “in saldo” con “audience” depressa e per finire aggiungiamo presentatori e cabarettisti di cui nessuno si sogna per la maggior parte dell’anno e che improvvisamente vengono estratti dal cilindro come per magia e il quadro della situazione è completo. E’questo quello che merita la maggior parte degli Italiani che, a voler dare retta alle statistiche, quest’estate, non si potrà concedere nemmeno una modesta vacanza, foss’anche ai Lidi di Comacchio? Come mai, invece, la televisione in vacanza ci va, anzi, “latita”, per ben tre mesi, da giugno a settembre? E il canone, particolare non trascurabile, in continuo aumento, non viene versato forse per un anno intero di programmazione televisiva, senza interruzioni intermedie?

In fondo non servirebbero nemmeno eccezionali doti di inventiva, per elaborare una formula vincente capace di “catturare” spettatori anche d’estate, le riserve di “materiale umano” non mancano, esistono cantanti con carriere da poco avviate che, oltre a possedere indiscutibili qualità di talento, ad aver registrato, nel tempo, vendite di tutto rispetto certificate e a poter confidare in un largo seguito di sostenitori immancabili ai loro concerti e in qualsiasi manifestazione li coinvolga, potrebbero rivelarsi una benedizione per gli indici di ascolto, qualche nome? Fra gli altri, Pierdavide Carone, Loredana Errore, Nina Zilli e Valerio Scanu, che oltre all’attività musicale sta rivelando insospettabili facoltà di intrattenitore, tanto da essere stato promosso recentemente “imitatore ufficiale” di Belen Rodriguez, che l’ha presa sullo scherzo e per questo motivo subito “provinato” per la prossima edizione del programma presentato da Carlo ContiTale e quale show”, in cui sicuramente riuscirebbe a dispiegare il suo lato più giocoso e irriverente e simpatico sconosciuto ai più.

Sarebbe proprio la “ventata di freschezza” che ci vuole per spazzare via d’un fiato i ristagni di tedio che si accumulano svogliati e sonnolenti nelle nostre serate estive “Che noia?che barba?” (tanto per dirla “alla Mondaini”) finora è stato così, cambiare è possibile, le risorse, dopotutto, ci sono, basta averne la volontà, ma questa come si suol dire è “un’altra storia”.

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[Articolo a cura di Fede]

Maria De Filippi? Ma come è umana lei!


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Il settimanale Visto di questa settimana (n.46) ha dedicato la copertina a Maria Defilippi, colei che ha trasformato la televisione italiana, rendendola “nazional popolare” e facendo del trash un modello sociale, ma anche ” miniera d’oro” per Mediaset. All’interno  del giornale, i pareri dei suoi più stretti collaboratori e un’intervista. Il parere è unanime: promossa a pieni voti e descritta come “stacanovista”, umile, buona e affezionata ai suoi “figli”, trasmissioni e personaggi che, naturalmente dice di non rinnegare. Ma in fondo cosa potrebbero dire di diverso  gli intervistati su chi ha dato loro stabilità, sicurezza , notorietà ,visibilità e in alcuni casi successo? Naturalmente solo cose belle. Costantino Vitagliano, si commenta da sè, Raffaella Mennoia, da postina di C’è Posta per te, è passata  responsabile della redazione di Uomini e Donne, ha fatto carriera, il fido  Luca Zanforlin,  “sviluppatore” ufficiale delle sue idee e responsabile della redazione di Amici, ha l’onore di essere il suo confidente e la sua ombra.  Rudy Zerbi , discografico dismesso dalla Sony e subito convocato alla sua  corte, come pure la Maionchi, in veste tutoriale, forse più utili alle sue velleità di produttore discografico che agli allievi della Scuola, sono passati da volti sconosciuti a personaggi televisivi noti. Aldo Grasso, invece, che evidentemente nulla le deve,  l’ha definita semplicemente:  “La burattinaia dei poveri cristi”!  Quello che resta da capire è chi siano questi poveri cristi: quelli sotto le sue grinfie, obbligati ad obbedire, pena la” cacciata” da corte? il pubblico costretto al presenzialismo televisivo prepotentemente imposto dell’Amoroso e della Marrone?  Chi mette in piazza le sue ” miserie umane”  o i tanti talenti meritevoli, dimenticati, messi da parte  e in alcuni casi danneggiati per far spazio ai suoi  “preferiti”? Forse tutti, allora,  mi viene in mente una espressione fantozziana -” ma come  è umana  lei”!