pierfrancesco favino

CS_”Padrenostro”


Domenica 19 giugno in prima tv su Canale 5 il film “Padrenostro” diretto da Claudio Noce. 

Nel 2020, nella metropolitana di Roma si verifica un blackout. Mentre tutti i passeggeri evacuano la stazione, un uomo si ferma sulle scale a corto di fiato, in preda al panico. Incrocia lo sguardo con un altro uomo e i due sembrano riconoscersi. Nella Roma del 1976, durante gli anni di piombo, la vita del ragazzo di dieci anni Valerio, figlio del commissario Alfonso Le Rose, viene sconvolta quando assiste con la madre Gina all’attentato ai danni di suo padre , funzionario di polizia, da parte di un commando di terroristi. Mentre la madre soccorre il marito, il bambino incrocia lo sguardo con uno degli attentatori, il quale pochi attimi dopo esala l’ultimo respiro.

Lo sapevate che: 
– la pellicola trae ispirazione dall’attentato del 14 dicembre del 1976 al vicequestore Alfonso Noce, padre del regista, da parte dei Nuclei Armati Proletari, in cui persero la vita il poliziotto Prisco Palumbo e il terrorista Martino Zicchitella;
– per il personaggio di Valerio, il regista Claudio Noce si è ispirato a suo fratello, che all’età di 11 anni assistette dal balcone all’attentato al padre;
– il personaggio del regista, che all’epoca dei fatti aveva due anni, era inizialmente presente ma poi è stato rimosso per non complicare ulteriormente la trama.

Cast: Pierfrancesco Favino, Barbara Ronchi, Mattia Geraci, Francesco Gheghi.

CS_”Il traditore”


Il film pluripremiato di Marco Bellocchio con Pierfrancesco Favino

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È Pierfrancesco Favino il protagonista del film drammatico “Il traditore”, per la regia di Marco Bellocchio, in onda mercoledì 25 maggio alle 21.25 su Rai 1.  Nella Sicilia dei primi anni ‘80 è in corso una guerra tra le cosche mafiose per il controllo sul traffico della droga. Il boss Tommaso Buscetta fugge in Brasile per nascondersi e, da lontano, assiste impotente all’omicidio dei suoi due figli e del fratello a Palermo. Dopo l’arresto da parte delle autorità brasiliane, il criminale viene estradato in Italia. Tornato in patria, Buscetta prende una decisione epocale, che permetterà di fare luce sulla struttura interna di cosa nostra, sulle sue regole e sul suo funzionamento: incontrare il magistrato Giovanni Falcone e collaborare con la giustizia. La pellicola, che vede nel cast anche Maria Fernanda Cândido, Fabrizio Ferracane, Luigi Lo Cascio e Fausto Russo Alesi ha ottenuto molti premi. Nel 2019, Nastri D’Argento come Miglior Film, Miglior Regista, Miglior Sceneggiatura, Miglior Attore Protagonista, Miglior Attore non Protagonista, Miglior Montaggio, Miglior Colonna Sonora; e Globo D’Oro come Miglior Film, Miglior Colonna Sonora. Nel 2020 David di Donatello come Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura originale, Miglior attore protagonista, Miglior attore non protagonista, Miglior montatore; e Globo D’Oro come Miglior Fotografia, Miglior Montaggio, Ciak D’Oro Classic, Superciak D’Oro.

CS_Su Rai1 “Il traditore”, film di Marco Bellocchio, Nastro d’argento 2019 e David di Donatello 2020|Pierfrancesco Favino nei panni di Tommaso Buscetta, il boss che collaborò con Giovanni Falcone


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Andrà in onda in prima serata, lunedì 24 maggio alle 21.25 su Rai1, nell’ambito della programmazione dedicata al 29simo anniversario della strage di Capaci, il pluripremiato film di Marco Bellocchio “Il traditore”. Nella Sicilia dei primi anni ‘80 è in corso una guerra tra le cosche mafiose per il controllo sul traffico della droga. Il boss Tommaso Buscetta fugge in Brasile per nascondersi e, da lontano, assiste impotente all’omicidio dei suoi due figli e del fratello a Palermo. Dopo l’arresto da parte delle autorità brasiliane, il criminale viene estradato in Italia. Tornato in patria, Buscetta prende una decisione epocale, che permetterà di fare luce sulla struttura interna di cosa nostra, sulle sue regole e sul suo funzionamento: incontrare il magistrato Giovanni Falcone e collaborare con la giustizia. Nel cast, oltre a Pierfrancesco Favino, Maria Fernanda Cândido, Fabrizio Ferracane, Luigi Lo Cascio, Fausto Russo Alesi.
I premi del film:
2019 Nastri D’Argento: Miglior Film, Miglior Regista, Miglior Sceneggiatura, Miglior Attore Protagonista, Miglior Attore non Protagonista, Miglior Montaggio, Miglior Colonna Sonora – Globo D’Oro: Miglior Film, Miglior Colonna Sonora.
2020 David di Donatello: Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura originale, Miglior attore protagonista, Miglior attore non protagonista, Miglior montatore – Globo D’Oro: Miglior Fotografia, Miglior Montaggio, Ciak D’Oro Classic, Superciak D’Oro.

Redazione

SANREMO2018: I VOTI DEI CONDUTTORI E LE LORO CANZONI PREFERITE


sanremo2018

Si è appena chiusa la 68a edizione del Festival di Sanremo che già si parla di chi condurrà la prossima edizione. C’è chi auspica in un “Baglioni Bis”, chi pensa a Fiorello e chi addirittura alla  Pausini. Di fatto è prematuro al momento fare supposizioni e Baglioni  nel corso della conferenza stampa subito dopo la chiusura del Festival sulla possibilità di replicare l’esperienza si “nasconde” resta vago: «non lo so: avevo già detto di no per questo festival, poi me lo sono rimangiato. Non lo so, non so veramente rispondere». ritenendo tuttavia che il suo format sia replicabile: «non è un’invenzione così originale, è solamente mettere a fuoco il titolo del festival di Sanremo, la sua ragione sociale», mettere al centro la musica.   

Sono 12.125.000 i telespettatori che sono rimasti “incollati” davanti alla Tv nella serata finale pari al 58,3% di share. Un risultato sostanzialmente in linea con quello ottenuto l’anno scorso dall’ultima serata del Festival di Carlo Conti e Maria De Filippi, vista da 12.022.000 telespettatori con il 58,4% di share.

E questi  i voti che si sono dati i conduttori e le loro preferenze musicali

 Claudio Baglioni: «Nel complesso sono contento, avrei potuto cantare meglio qualcosa, ma non è facile fare poi tutto il resto, con le scalette che cambiano, però direi che mi dò un voto buono».  Poi ancora… «Come presentatore scarso – dice Claudio e scherzando afferma:  ho fatto tre annunci e due li ho sbagliati. Mi dispiace per Ultimo, ho confuso ‘Il ballo delle incertezzè con ‘Il ballo delle apparenzè, che comunque non è un brutto titolo»,  Sulle canzoni preferite invece «non mi esprimo -dice- perché sono il principale ‘colpevolè per la scelta di tutte quelle che avete sentito sul palco». E rivela: «Il brano di Dalla l’avevo ricevuto in custodia dalla fondazione Dalla e ci ho pensato un pò su, era la prima volta in gara per il brano di un autore scomparso, la questione era delicata, ma poi mi è sembrato una bella storia».

Esemplare la modestia di Pierfrancesco Favino, stupefacente in tutto quello che fa: «Mi dò sei e mezzo -dice l’attore suscitando le proteste della sala stampa che lo esorta ad ‘alzare il votò- e la mia canzone preferita è quella di Max Gazzé, sorprendente anche per l’orchestrazione».

Modesta nel darsi un voto anche Michelle Hunziker: «quando devi cantare accanto a Claudio Baglioni è difficile, quindi mi darei una sufficienza».
Sui brani della gara invece la showgirl ha le idee chiare: «Al primo ascolto mi erano piaciuti subito Gazzé, Vanoni, Lo Stato Sociale, ma durante il festival Le Vibrazioni mi hanno convinto totalmente -ammette- e poi volevo dire che Ultimo mia figlia Aurora lo aveva già scaricato ancora prima del festival, e mi piace molto».

 

Redazione