rai storia

RAI STORIA: ITALIANI Augusto e i Nomadi


nomadi

A più di cinquant’anni dalla nascita, il gruppo dei Nomadi, guidato oggi dallo storico tastierista Beppe Carletti, porta ancora in giro per l’Italia i grandi successi – da “Noi non ci saremo” a “Come potete giudicar”, da “Dio è morto” a “Io vagabondo” – portati alla ribalta dall’ex leader Augusto Daolio, scomparso nel 1992. Alle vicende del gruppo più longevo della musica italiana è dedicata la puntata dal titolo “Augusto e i Nomadi” di Daniele Ongaro, per il ciclo “Italiani”, presentato da Paolo Mieli, in onda martedì 29 marzo alle 21.30 su Rai Storia. Il documentario ricostruisce la storia della band che, dalle esibizioni nelle sale danzanti dell’Emilia-Romagna, grazie all’incontro con il giovane paroliere Francesco Guccini, diventa in breve tempo uno dei gruppi italiani più famosi e amati.  La storia di Augusto Daolio e dei Nomadi è narrata dalle voci di Beppe Carletti; di Rosanna Fantuzzi, compagna di Augusto e “anima” dell’associazione “Augusto per la vita”; di Alberto Melloni, tra i massimi esperti italiani di Storia del Cristianesimo che rivela a sorpresa la sua passione per la musica dei Nomadi; del conduttore radiofonico Felice Liperi; di Franco Midili, primo chitarrista del gruppo negli anni d’oro del beat.

Redazione

29/09/2015 – 22:30 – RAI STORIA: DONNE STRAORDINARIE – Ritratto di Audrey Hepburn


Audrey

Star del cinema e icona dello stile, è stata una delle donne più eleganti del mondo. A Audrey Hepburn è dedicata la puntata di  “Donne straordinarie” in onda martedì 29 settembre alle 22.30 su Rai Storia.
L’attrice, che si aggiudicò l’Oscar per il suo primo ruolo importante in “Vacanze Romane”, ha reso immortali le sue interpretazioni nei film “Colazione da Tiffany” e “My Fair Lady”. Quella sua bellezza naturale riuscì a conquistare milioni di persone, ma dietro il glamour nascondeva alcune sofferenze private. Quando aveva solo sei anni, il padre andò via di casa e l’abbandono le peserà per sempre. Audrey fu testimone degli orrori dell’occupazione nazista in Belgio e, all’età di dodici anni, assistette alla deportazione di intere famiglie ebree nei campi di sterminio: non dimenticò le atrocità della guerra, ma nella sua memoria lasciò rispetto e gratitudine per quelle organizzazioni umanitarie che l’avevano salvata.
Nel 1988 divenne ambasciatrice speciale per l’Unicef e nei suoi ultimi anni di vita segnati dal cancro volle viaggiare per alcune delle regioni più povere del mondo per aiutare  i bambini in difficoltà.