reportage

Nuovo appuntamento con “Quarta repubblica”


Che Natale ci aspetta? Quando arriverà il vaccino anti-Covid? E con quali criteri verrà somministrato? Questi i principali temi al centro del nuovo appuntamento con “Quarta Repubblica”, in onda lunedì 30 novembre – in prima serata su Retequattro. 

Nel corso della puntata, spazio a un reportage sulla sanità della Calabria per cui il Governo ha appena scelto – dopo una serie di dimissioni, rifiuti e polemiche – il prefetto Guido Longo come commissario; a un racconto dalle piste da sci della Svizzera già in piena attività e a un approfondimento sui navigator, attraverso le testimonianze di alcuni dei 2.700 impiegati che avrebbero dovuto trovare un lavoro ai destinatari del reddito di cittadinanza e che ora rischiano di rimanere anch’essi disoccupati.

E ancora, il “faccia a faccia” di questa settimana sarà tra Nicola Porro e Dario Ferrari, Presidente e Ad di Intercos, azienda leader che produce cosmetici per conto terzi.

Tra gli ospiti anche: i deputati Michele Gubitosa (M5S) e Simone Baldelli (Forza Italia), l’ex sindacalista Fiom-Cgil e attuale portavoce di Potere al Popolo Giorgio Cremaschi, il sociologo Luca Ricolfi, lo psicoterapeuta Raffaele Morelli,  il direttore esecutivo dell’Agenzia europea per i medicinali Guido Rasi, il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, l’ex procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio, l’esperta di lavoro autonomo Emiliana Alessandrucci e i giornalisti Mario Giordano, Piero Sansonetti, Roberto Arditti e Daniele Capezzone. Come ogni settimana, interverranno Vittorio Sgarbi e Gene Gnocchi.

Redazione

A “Terra!” la ricostruzione di un doloroso episodio della Prima Guerra Mondiale


Un’intera comunità alpina chiede, a distanza di 100 anni, che a quattro alpini fucilati in Carnia sia restituito l’onore.

tony capuozzoUn’intera comunità alpina chiede, a distanza di 100 anni, che a quattro alpini, fucilati in Carnia, sia restituito l’onore. «Terra!», su Retequattrolunedì 2 febbraio, in seconda serata – ricostruisce un episodio della Grande Guerra, che ancora oggi suscita l’indignazione e mobilita le coscienze di un paese.

I fatti: il 1° luglio 1916 a Cercivento, sopra Udine, quattro militari – Silvio Gaetano Ortis da Paluzza, Basilio Matiz da Timau, Giovan Battista Corradazzi da Forni di Sopra, Angelo Massaro da Maniago – vengono fucilati per diserzione dopo un processo sommario. Appartenevano alla 109ma Compagnia dell’8° Reggimento. Si erano limitati a far notate che un attacco in pieno giorno contro le postazioni austriache (sulla cima del monte Cellon) si sarebbe trasformato nella ennesima, inutile, carneficina. I quattro furono trascinati in paese e passati per le armi.

Toni Capuozzo è tornato in quei luoghi e ha raccolto le voci e le testimonianze della gente, dei discendenti dei quattro militari, di una comunità che si batte perché a quei “disertori” sia restituito l’onore.
Un piccolo episodio, forse, che condensa in sé, ciò che poi sarebbe diventata consapevolezza storica (l’inettitudine di certi comandanti, le stragi insensate, l’ottusità della giustizia militare). Un’ultima nota: Cima Cellon fu espugnata da un’altra compagnia. L’attacco fu sferrato nel cuore della notte.