ricorrenze

Vent’anni dall’attentato alle Torri Gemelle, la programmazione speciale Rai


Approfondimenti, documentari, podcast

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Erano le 14.45 in Italia quando il primo aereo si schiantò contro una delle torri del World Trade Center di New York, l’11 settembre 2001: un giorno che avrebbe condizionato i due decenni a venire con la caccia a Osama bin Laden e la guerra in Afghanistan.
A vent’anni dalla strage delle Torri Gemelle, la Rai ricostruisce gli eventi di quella giornata segnata: il dirottamento di 4 aerei, quasi tremila vittime, il crollo dei due grattacieli di Manhattan, lo schianto di uno dei velivoli contro un fianco del Pentagono.
Le trasmissioni radio, tv e le piattaforme digitali della Rai daranno spazio all’anniversario degli attacchi terroristici condotti da Al Quaeda e i telegiornali e i giornali radio saranno impegnati con servizi, collegamenti in diretta e speciali.
Rainews24 assicurerà sin dalle prime ore del mattino approfondimenti e ricostruzioni di quella giornata di 20 anni fa: dalle 11 cominceranno i collegamenti con i corrispondenti e gli inviati per poi arrivare al lungo speciale, dalle 14 alle 17, con ospiti in studio, la grafica sul led wall, materiali d’archivio, collegamenti con il corrispondente da New York Antonio Di Bella e l’inviata Veronica Fernandes che si sposterà tra i luoghi chiave della città.
Rai1, che comincerà a parlare della ricorrenza il 10 settembre con “Uno Mattina Estate”, il giorno 11, in prima serata, alle 20.35, trasmetterà “Speciale 11 settembre, le due ore che cambiarono il mondo”, condotto da Monica Maggioni. Ospiti in studio personalità del giornalismo, della cultura e dell’economia per ricordare cosa accadde ma anche analizzare le conseguenze a lungo termine e gli effetti sulla scena internazionale di quello che fu un colpo al cuore dell’America. In anteprima in Italia, verrà trasmesso durante la serata una coproduzione di Rai Documentari e BBC: materiali d’archivio inediti e interviste ai sopravvissuti in uno straordinario lavoro di ricostruzione di fatti divenuti storia e di vicende umane. Lo speciale sarà messo a disposizione anche su RaiPlay nella sezione Documentari.
Rai2 dedicherà il Tg2 Post del 10 settembre, in onda alle 21, e la puntata di Tg2 Dossier dell’11 settembre, in diretta da new York e in onda alle 23.35, ai vent’anni dagli attentati che colpirono il World Trade Center e il Pentagono. 
Sin dal pomeriggio, alle 15.05, Rai3 ricorderà l’anniversario con “Speciale Frontiere – C’era una volta…L’America” condotto da Franco Di Mare, e dopo mezzanotte “Fuori Orario cose (mai) viste” ripropone “Parola su una data” di Enrico Ghezzi, conversazioni sulle storiche immagini degli attentati con registi come Olmi, Kiarostami, Ciprì e Maresco e Ronconi e con intellettuali come Susan Sontag e Jacques Derrida.
Rai Storia venerdì 10 settembre propone alle 21.10 il documentario “Remembering 9/11”, con le testimonianze di sopravvissuti e soccorritori e torna sulla ricostruzione cronologica dei fatti con “Il giorno e la storia” di sabato 11 (alle 00.05 e poi in replica alle 5.30, 8.30, 11.30, 14.00 e 20.00)
Importante impegno anche sul web per ricordare la strage delle Twin Towers e la reazione a catena innescata dall’attentato orchestrato da Al Quaeda. RaiPlay sulla sua home metterà in evidenza contributi pensati per la giornata. Nella sezione “Teche” sarà pubblicato “11 Settembre – America Anno Zero”, un reportage sulla New York sotto shock di quei giorni realizzato da Alessandra Anzolin, Maria Cuffaro e Corrado Formigli e tratto dalla trasmissione di Michele Santoro “Sciuscià”. Nella sezione Film, in evidenza il lungometraggio “Un anno dopo – The Great New World” di Danny Leiner.
Impegno straordinario anche di Radio Rai attraverso i giornali radio e le trasmissioni. 
Su Radio1 il 10 settembre “Radio Anch’io”, dalle 7.30, ripercorrerà i drammatici fatti che stravolsero Manhattan e parlerà dell’impatto a livello internazionale, della lotta al terrorismo e della guerra in Afghanistan che ne scaturì. A seguire, “Radio1 in campo”, dalle 9.30, raccoglierà le voci e le testimonianze degli ascoltatori che condivideranno il loro ricordo di dove fossero e che cosa stessero facendo quel giorno di settembre del 2001. Sabato 11 “Inviato speciale”, dalle 8.30, farà rivivere le impressioni e sensazioni a caldo di quei giorni riproponendo i primi reportages realizzati all’epoca da chi allora era lì: Giovanni Floris, all’inizio della sua carriera, Laura Pepe, Gerardo Greco e Filippo Nanni a cui si aggiungerà un’intervista a Richard Drew, fotografo che realizzò una delle immagini più emblematiche dell’attentato: The falling man. Si torna con la memoria alla tensione di quel pomeriggio di vent’anni fa con un racconto minuto per minuto nello “Speciale Rai Radio1 11 settembre”, dalle 9 alle 10, che riprenderà poi la linea, dalle 17.15 alle 17.45 per seguire le commemorazioni negli Stati Uniti.
Per raccontare New York nelle ore e nei giorni che seguirono l’attentato alle Torri Gemelle, Radio3 ha realizzato un podcast che raccoglie interviste e testimonianze eccezionali. Intitolato “L’isola – New York 9/11” verrà messo a disposizione sulle piattaforme il 10 settembre. Tre puntate con Costanza Spocci, Vittorio Giacopini e Roberto Zichittella per costruire la mappa di un luogo trasformatosi in scenario apocalittico attraverso le voci dei protagonisti: i newyorkesi. Tra le voci che “disegnano” il quadro sono Amitav Ghosh, scrittore, giornalista e antropologo indiano; Steve McCurry, il fotografo della Magnum che ha documentato l’attacco alle Torri Gemelle e la vita in Afghanistan dopo l’invasione degli Stati Uniti; Daniel Nigro, il capo del Commissariato del New York City Fire Department che guidò le operazioni dei pompieri durante l’attacco alle Torri; e Maria Teresa Cometto, giornalista del Corriere della Sera, che abitava a poca distanza dai grattacieli del World Trade Center ed è fra i pochi giornalisti italiani ad aver visto e vissuto la scena in diretta.
Anche Rai Cultura sui social e sul suo portale http://www.raicultura.it lancerà un filmato sulle fasi dell’attacco ideato dall’organizzazione terroristica comandata da Osama bin Laden.

Redazione

CS_CIAO FRA’ : CONCERTO ACUSTICO IN STREAMING DI OSCAR IN RICORDO DI EZIO “XICO” BOSSO.


CIAO FRA’ : CONCERTO ACUSTICO IN STREAMING DI OSCAR IN RICORDO DI EZIO “XICO” BOSSO

MERCOLEDÌ 15 LUGLIO 2020

ORE 21:30

CIAO FRA’

CONCERTO ACUSTICO DI OSCAR CON LA PARTECIPAZIONE IN VIDEO DI VARI ARTISTI

PER “XICO” EZIO BOSSO A DUE MESI DALLA SUA SCOMPARSA

IN DIRETTA STREAMING DALLA PAGINA FACEBOOK:

https://www.facebook.com/oscarilmod/

dal BLAH BLAH via Po 21 TORINO

Prima, durante e dopo la diretta è possibile donare su questa raccolta fondi attivata da Fondazione Ricerca Molinette in omaggio a Ezio, a sostegno dei progetti di Ricerca oncologica presso l’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino.

ALTRI MODI PER DONARE PER LA RICERCA, IN MEMORIA DI EZIO:

👉 Bonifico bancario (IBAN): IT61E0304301000CC0010006509

Beneficiario: Fondazione Ricerca Molinette ONLUS

Causale: “donazione in memoria di Ezio”

👉 PayPal: segui l’apposito link su www.fondazionericercamolinette.it/sostienici/fai-una-donazione/

Causale: “donazione in memoria di Ezio”

NB

L’ingresso al pubblico presso il BLAH BLAH è consentito a sole 30 persone, tramite prenotazione all’indirizzo email mk.no@libero.it

Da sempre legato da amicizia fraterna vera, fin dai tempi degli studi di contrabbasso al Conservatorio, alla militanza negli Statuto e in piazza Statuto Mod, Oscar Giammarinaro omaggia l’amico “Xico” Ezio Bosso, eseguendo in acustico le proprie canzoni, alternate a quelle (in video) registrate appositamente per l’evento, da celebri artisti di musica “pop” italiana che hanno avuto modo di collaborare o anche solo conoscere il grande maestro recentemente scomparso, al quale si auspica venga intitolato il giardino di piazza Statuto, davanti al n°18 di Palazzo Paravia nella sua  Torino.

Redazione

C.S._La Rai ricorda la strage di Ustica Una programmazione speciale a 39 anni dall’incidente aereo


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Giovedì 27 giugno, ricorrono 39 anni dalla Strage di Ustica. Nell’incidente aereo, su le cui cause non è mai stata fatta chiarezza, persero la vita 81 persone. Per mantenere viva la memoria delle vittime, anche quest’anno le celebrazioni saranno numerose. La Rai, in linea con la sua missione di servizio pubblico, il 27 Giugno proporrà una programmazione speciale.
Ma il ricordo comincerà già mercoledì 26 giugno, giorno in cui Rai Storia, alle 16.00, manderà in onda “I TIGI a Gibellina- Racconto su Ustica”, il film di Daniele Giudice e Marco Paolini, con la regia di Davide Ferrario.  Sarà proprio Marco Paolini, nella doppia veste di autore e attore, a ripercorrere la tragedia del DC9 Itavia, nella suggestiva ambientazione del Cretto di Burri, a Gibellina, e all’interno di un teatro.
Il 27 giugno primo appuntamento su “Uno mattina estate” che, dalle 7.10, dedicherà un ampio segmento della trasmissione all’Anniversario e alle 08.00, altrettanto farà su Rai3 “Agorà”, il programma condotto da Serena Bortone. Ancora su Rai3, “La grande Storia Anniversari” proporrà, alle 15.15, “Ustica-Verità senza nomi” di Pino Nazio. La puntata ripercorrerà gli eventi che precedettero la tragedia, le indagini svolte e le ipotesi più probabili a cui si è giunti dopo anni di depistaggi: che a far cadere il Dc 9 della compagnia Itavia, sia stato un missile, durante uno scontro tra velivoli militari di diversi paesi, Francia, Stati Uniti e Libia. Tra gli intervistati, il procuratore Generale di Roma, Giovanni Salvi, e il giudice civile Paola Prato Pisani.
“Il giorno e la Storia” ricorderà la Strage di Ustica e le sue vittime a partire da mezzanotte e poi alle 05.30, 08.30, 11.30, 14.00, 20.10. Il 27 giugno 1980, l’aereo di Linea Douglas DC9, appartenente alla compagnia aerea Itavia, esplode nei cieli di Ustica. Ottantuno persone perdono la vita. L’aereo si sarebbe trovato, del tutto casualmente, in un triangolo di cielo interessato da operazioni di guerra e sarebbe stato raggiunto e colpito da un missile. Dopo 20 anni di indagini, migliaia di cartelle di atti istruttori e quasi 300 udienze processuali, la verità sul caso Ustica non è ancora venuta pienamente alla luce.
Anche Rai Cultura Web e Social ricorderà il 39° Anniversario della Strage con uno speciale che ripercorrerà il lungo iter delle indagini, dei depistaggi, delle ipotesi di quello che resta ancora oggi una delle stragi senza colpevoli della storia italiana.
Le testate giornalistiche Rai daranno rilievo all’Anniversario con servizi all’interno delle varie edizioni dei telegiornali. La Tgr Emilia Romagna, ospiterà in studio uno dei rappresentanti dell’associazione vittime della strage che parlerà di un libro realizzato sulla Tragedia, in collaborazione con l’Assemblea legislativa regionale mentre la redazione della Tgr Sicilia curerà un’intervista con uno dei familiari delle vittime della strage. Rai News 24 invece seguirà in diretta le celebrazioni che si svolgeranno a Bologna.

 

Redazione

Giorgia ricorda sui social Alex Baroni, nato il 22 dicembre, postando “Cambiare” canzone simbolo del cantautore


Sedici anni fa moriva Alex Baroni, il ricordo di Giorgia

Il 22 dicembre Alex Baroni avrebbe compiuto 52 anni , il cantautore morto la mattina del 13 aprile 2002, dopo 25 giorni di agonia, a causa di un terribile incidente stradale in moto sulla circonvallazione Clodia, nel pomeriggio del 19 marzo, fu investito da un auto in fase di inversione di marcia in un punto vietato.

La cantante Giorgia, sua compagna dal 1997 al 2001 con parole commosse a ricordato il cantautore: “L’anima non finisce maie lo ha omaggiato con la canzone simbolo della discografia del  cantautore, Cambiare.

https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fgiorgiaufficiale%2Fposts%2F2079300442089984&width=500

La nota artista romana ha dedicato ad Alex Baroni le canzoni “Gocce di memoria”, “Marzo” e “Per sempre”.

Redazione

GIORGIA ricorda Alex Baroni a 16 anni dalla sua scomparsa.


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«Di quell’onda che arriva e non torna mai», ha scritto così Giorgia sui suoi social per ricordare Alex Baroni scomparso a soli 36 anni per le conseguenze di un incidente in moto il 13 aprile del 2002. Poche parole, tratte da una delle canzoni più famose di Alex, Onde, colonna sonora dell’estate 1998.

Il 2002 ha cambiato tutto. Il mio modo di essere, di pensare: tutto. Avrei voluto morire anch’io, con lui. Noi ci eravamo lasciati, ma le cose da dire erano ancora tante, troppe… Non mi rassegnavo rivelo’ la cantante in un’intervista a Vanity Fair, conscia però del fatto che la vita va, e deve, andare avanti, «senza trascinare nel presente un dolore che comunque porti con te, nel sangue: ma appartiene al passato». 

Ad Alex, poi, Giorgia ha dedicato l’album Gocce di Memoria  e “Marzo”, quest’ultima inserita nella sua raccolta del 2002, a lui interamente dedicata: “Greatest Hits – Le cose non vanno mai come credi” 

Redazione

EMMA MARRONE SCELTA DA BACI PERUGINA – NEI CIOCCOLATINI 33 FRASI TRATTE DALLE SUE CANZONI PIÙ BELLE


Emma Marrone, quest’anno, prenderà il posto di Laura Pausini, come madrina dell’amore per la festa degli innamorati, ovvero San Valentino 2018. La cantante lanciata da Maria De Filippi è stata scelta da Baci Perugina per firmare i “cartigli” all’interno dei cioccolatini. Emma  regalerà quindi a tutti gli innamorati 33 frasi tratte dalle sue canzoni più belle  tra cui Amami, Calore, Resta ancora un pò e ovviamente il nuovo singolo L’Isola che è stato scelto come leitmotiv del San Valentino di Baci Perugina e che accompagnerà varie iniziative. Non solo, Quest’anno Emmafirmerà pure la limited edition delle uova di Pasqua.

 Emma Marrone ha dichiarato: «La musica e l’amore sono per me le cose più importanti in assoluto, due cose per cui vale la pena vivere e lottare –  Essere ambasciatrice dell’amore e firmare i bigliettini dei mitici Baci è un onore oltre che un infinito piacere». «È bello  condividere il mio viaggio in questa maniera speciale; è bello poter essere la dedica di qualcuno che ha deciso di dichiarare il proprio amore o lo sta confermando ancora una volta. E non ci sono solo le mie canzoni dentro ai Baci Perugina; sulla confezione c’è anche il mio bacio: ho voluto dedicarlo a tutti gli innamorati, e a tutti gli innamorati della vita e della musica come me»

Prima di Emma e Laura Pausini anche  Fedez e Tiziano Ferro hanno interpretato per il noto marchio di cioccolato una versione del tutto inedita di Cupido.

Redazione

E dopo Natale… Santo Stefano. La leggenda


santo stefano

Il 26 dicembre, il giorno subito dopo Natale, si festeggia Santo Stefano.  Ma…Come mai al Santo è dedicata una giornata di festa? La celebrazione di Santo Stefano il 26 dicembre, in Italia, è stata introdotta, come festa nazionale, solo nel 1947. Si tratta di una ricorrenza destinata, non solo a protrarre le festività natalizie, ma anche a rendere ancora più solenne il Natale, giorno della nascita di Cristo. La celebrazione liturgica ricorda coloro che hanno seguito Cristo fino a subirne il martirio, ossia i così detti “Comites Christi”.

Stefano è, per antonomasia il protomartire: il primo che ha professato la parola di Gesù in modo tanto coerente ed estremo da subire il martirio.

LA LEGGENDA

Secondo la leggenda, tra i vari pastori accorsi ad adorare Gesù Bambino, c’erano anche delle donne che  avevano portato i propri bambini affinché Gesù li benedicesse. Tecla, una giovane sposa, non aveva figli, ma desiderava tanto averne uno. Per non essere da meno delle altre, prese una grossa pietra, l’avvolse in uno scialle, mise sulla sommità una cuffietta e se la teneva fra le braccia, proprio come se fosse stato un bambino appena nato.

Vedendo Gesù così bello e sorridente, si commosse e scoppi in un pianto a dirotto intanto che si trovava in ginocchio, davanti alla capanna. Quando si alzò per ritornare a casa, Maria, che aveva letto nel suo cuore comprendendo il suo innocente inganno le domandò:”Tecla, che cosa porti in braccio?”

Sentendosi scoperta, la donna rispose: “Allatto un figlio maschio.” Allora la Madonna le disse: “Su, scopriti il seno e allatta tuo figlio; da questo momento il tuo desiderio é stato esaudito. La tua pietra é diventata un bel bambino.”

La donna scostò lo scialle che avvolgeva la pietra e rimase meravigliata per il miracolo che era stato compiuto per lei: tra le braccia aveva il suo primo figlio.

“Ricordati però”, le disse ancora Maria, “che egli é nato da una pietra e morirà a colpi di pietra.”

Questo bambino fu chiamato Stefano, divenne discepolo di Gesù e fu il primo ad affrontare il martirio nel nome di Gesù. Morì per lapidazione e mentre crollava insanguinato sotto i colpi degli sfrenati aguzzini, pregava e diceva: “Signore Gesù, accogli il mio spirito”, “Signore non imputare loro questo peccato”.

Buon Santo Stefano a tutti.

La Redazione

 

 

GLI AUGURI DEL BLOG!


buon na

Un altro anno che sta per volgere al termine, trascorso in reciproca compagnia, voi lettori e commentatori e noi della redazione, un anno di musica, di “talent”, di “vecchie conoscenze” e nuovi artisti impostisi prepotentemente all’attenzione di noi tutti e pronti a lanciarsi alla conquista di traguardi ancora più ambiziosi di quelli già raggiunti e poi superclassifiche, certificazioni, recensioni di spettacoli a cui ci siamo recati per dare un’informazione puntuale e circostanziata, segnalazioni di artisti sconosciuti che però presto potrebbero fare il “salto di qualità”, competizioni canore nazionali e internazionali, trasmissioni tv, eventi e tanto altro ancora.

Un anno difficile per molte, troppe famiglie italiane, come per tante persone rimaste sole per la distanza fisica da figli e nipoti, dovuta spesso a ragioni di necessità, che spingono i giovani fuori dal nostro Paese, dedichiamo loro un pensiero e magari, a chi vive nel nostro circondario, nel limiti delle nostre possibilità, anche un sostegno più tangibile, a volte basta un pacco dono, una parola, un bigliettino augurale multicolore perché si ravvivi la speranza su di un volto, che sia di un bambino o di un anziano, i soggetti più fragili ed esposti, in questo particolare momento.

Incamminandoci in centro in questo periodo, osserviamo città più spoglie e dimesse del solito, non è più quella festa per gli occhi di tanti anni fa, fatta di vetrine allestite dalla creatività di mani esperte, che ci rendevano paesaggi invernali costituiti da “chalet” di montagna, piste di orsetti pattinatori, vagoncini colmi di pacchetti natalizi che scorrevano in continuazione su rotaie strappandoci involontarie esclamazioni di meraviglia e poi tanta neve di bambagia che sembrava soffice come quella vera e naturalmente tutto il corredo di slitte, renne e i pupazzi di rubicondi Babbi Natale in partenza per consegne in tutte le destinazioni del mondo, ma anche i nostri giardini e balconi avevano un tocco di allegria in più, con file di pistilli e lucine ad accensione intermittente e uno spiegamento imponente di abeti, veri o finti, decorati con bocce di tutti i tipi e tinte, che contribuivano a favorire l’immersione nell’atmosfera più adatta e poi, ambasciatori del Natale, immancabili, gli zampognari.

Non lasciate tramontare queste tradizioni, che i presepi di San Gregorio Armeno (NA) siano sempre più fantasiosi e gli alberi di piazza San Pietro (Roma) e piazza Duomo e Galleria del Corso (MI) siano sempre più sfavillanti di luci e altrettanto sia in mille e più piazze d’Italia. E voi nel vostro piccolo, appendete alla ringhiera quel Babbo Natale mezzo afflosciato di plastica con la sporta in spalla e la scaletta, che più che portare doni sembra fuggire con la refurtiva e che avevate dimenticato in qualche cassone in solaio o in autorimessa, senza di lui il 25 dicembre sarebbe una giornata anonima.

Un pensiero d’obbligo va a Valeria e a tanti ragazzi di diverse nazionalità che hanno visto trasformarsi un’occasione di sana e gioiosa partecipazione collettiva in una trappola senza scampo ordita da insane menti criminali votate unicamente alla distruzione, per onorare meglio la memoria di chi era a Parigi, non ci si può e non ci si deve fermare, bisogna uscire, riprendere a frequentare i locali, andare ai concerti, riunirsi in discoteca a ballare per attendere il nuovo anno, non rinunciare al cenone con gli amici, in una parola “vivere”, c’è una frase emblematica, che ben si applica al caso e può essere condivisa da credenti e non “Non abbiate paura”, l’ha pronunciata un personaggio di grande carisma, con un ascendente irresistibile sulle folle, quell’uomo era Papa Giovanni Paolo II.

Vi lasciamo, con l’augurio di trascorrere le festività natalizie con serenità e in armonia, visto che questo è un “blog” di musica, con un video, abbiamo scelto “Imagine”, di John Lennon, più che una canzone, una poesia che parla di pace e di unità fra i popoli, un messaggio indimenticabile “Imagine all the people living life in peace, you may say I’m a dreamer, but I’m not the only one, I hope someday you’ll join us and the world will be as one

by Fede