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Festival di Sanremo 2017: L’entusiamo degli ammessi sui social


Dopo la comunicazione dei 22 big che saranno in gara alla 67a edizione del Festival di Sanremo avvenuta nella serata del 12 dicembre a Villa Ormond  nell’ambito dello show Sarà Sanremo in onda su RaiUno ecco come hanno reagito al “verdetto”  alcuni “ammessi”.

Tra i primi a esultare è Al Bano ancora convalescente dopo il doppio infarto che l’ha colpito che vanta ben 14 partecipazioni di cui  n.9 in coppia con la ex moglie Romina Power che dice : «Cellino San Marco – Sanremo. 1220km DI ROSE E DI SPINE !Buon tutto a tutti Voi»

Michele Zarrillo, cantautore romano, che nel 1987 vinse il Festival di Sanremo nella categoria “Nuove Proposte” con il brano “La notte dei pensieri” con un video sui social ringrazia  quasi incredulo : «E’ stata una grande sorpresa, grazie a tutti. Specialmente a chi ha voluto che fossi ancora a Sanremo. Spero di non deludere nessuno»

Marco Masini che vinse la kermesse canora nel 2004 con “L’uomo volante”, e ritorna per l’ottava volta dice : «Orgoglioso di tornare al Festival, ma stavolta spostato di un secondo. Grazie a tutti di cuore !!»

Soddisfatta Fiorella Mannoia  che la sua partecipazione al Festival l’ha annunciata in diretta durante il concerto del 12 dicembre al Teatro Arcimboldi di Milano, poi postato  su Instagram:«In occasione di questo anniversario- spiega la cantante- ho deciso di portare una canzone che ritengo molto bella, poi sarete voi a decidere se vi piacerà o no; la porterò con la stessa umiltà di quando sono andata trent’anni fa».

e poi ancora:

Ron : «Ciao a tutti, sono felice di poter prendere parte a questa nuova edizione del Festival di Sanremo con una canzone che mi rappresenta molto. Ringrazio Carlo e la Commissione per aver scelto questo brano, un abbraccione a tutti»;

Gigi D’Alessio: «Durante la lavorazione del mio prossimo album, la cui uscita è prevista il 24 febbraio, giorno del mio compleanno, ho scritto “La prima stella”, una canzone che merita il palco più importante della musica italiana. Non ho avuto alcuna esitazione ad accettare l’invito di Carlo Conti perché quando scrivi una brano che tocca qualcosa, che appartiene a tutti, non c’è che un palco per rappresentarla. E’ la mia quinta partecipazione in gara al Festival di Sanremo, oltre ad una in veste di super ospite, ed è così che ho deciso di festeggiare i miei 50 anni ed i miei 25 anni di carriera.Grazie a Carlo per avermi scelto. La strada verso il Festival è ancora lunga, ma è bellissimo sapere che la percorreremo insieme giorno dopo giorno…Vi abbraccio tutti!»

Tra i cantanti in gara arrivati direttamente dalla scuola di Maria De Filippi:  Elodie seconda classificata ad Amici 15, che ha aspettato il verdetto sostenuta da Emma Marrone, ha commentato: «In questo momento non so come contenere l’emozione e la mia felicità, so solamente che si è avverato il sogno che coltivavo sin da bambina. Con Sanremo è nata la mia passione per la musica.Grazie di cuore a Carlo Conti e non vedo l’ora di farvi sentire “Tutta colpa mia”! Grazie a tutti voiiiiii» poi ci sono anche Alessio Bernabei che partecipa per la terza volta consecutiva anche se la prima in qualità di voce solista dei Dear Jack e Sergio Sylvestre vincitore della scorsa edizione del talent che commenta : «Da Big Boy a Big di Sanremo – Ancora non ci credo! Oh mamma,e ora cosa mi metto? Grazie Carlo! Non vedo l’ora di farvi ascoltare #ConTe e dirvi tutto di questa canzone! La amo!».

Proveniente direttamente da The Voice, la vincitrice della scorsa edizione: Alice Paba  : «Quasi quasi … mollo tutto e divento felice! Non ho parole per descrivere questo momento…Vi adoro», Alice a Sanremo canterà in duetto con  Nesli  per il quale la partecipazione al Festival rappresenta la cosiddetta “ciliegina sulla torta”: «Oggi è Natale!!! Disco d’oro e sono tra i Big di Sanremo 2017!!!», ha scritto il rapper.

per rimanere nell’ambito dei talent, anche Michele Bravi,  vincitore di X Factor nel 2013, ce l’ha fatta, per lui una buona opportunità di rilancio, questa la sua reazione: : «Assurdo il sogno di stanotte: c’era Carlo Conti, in diretta su Rai1, che annunciava il mio nome all’interno del cast di Sanremo2017. Beh, devo proprio avere una fervida immaginazione...».

E non vede l’ora di esibirsi anche Giusy Ferreri: «Sono emozionata, felicissima di far parte degli artisti che Carlo ha scelto per il Festival di Sanremo 2017!- scrive – Non vedo l’ora di farvi sentire ” Fatalmente Male” e l’album di inediti di cui farà parte, sono entrambi frutto di tantissimo lavoro sia mio che del mio super team, non potevo sperare in un palco e un’occasione migliore per presentarvelo! Quindi un enorme grazie a Carlo e un grazie speciale a tutti voi che mi sostenete da sempre! A prestissimoooooo».

Poi i commenti di Clementino  che torna al Festival  per il secondo anno consecutivo  e si dice molto soddisfatto;    Lodovica Comello conduttrice di “Singing in the car”su TV8 che si dichiara felice di andare in Riviera e le parole “ricordo” di Samuel Romano frontman dei Subsonica: «Correva l’anno 2000 e con 4 amici partecipavo al festival canoro più vintage del mondo. Ora dopo 17 anni tornerò da solista. Sarà duro girarsi e non vedere il mio gruppo, ma so che una grande parte di voi sarà dietro di me a sorreggermi. Grazie a tutti in anticipo».

Concludiamo con Bianca Atzei che dalla sua pagina social comunica ai suoi fan: “Cuori mi hanno presa a Sanremo!!!!!!”
È la cosa più bella del Mondo …. presenterò ” Ora esisti solo tu”
Sono emozionantissima e ringrazio Carlo per questa seconda emozione!!
Vi voglio bene
Spero siate felici con me
Bianca

Redazione

MUSICA: Emma e il suo “AdessoTour” in giro per l’Italia


[Articolo di Lorenzo Venturini]

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Una voce graffiante, una grinta e una potente presenza scenica infiammeranno i palchi di tutta Italia, un calore da dare a tutti i suoi fan, lo stesso calore che cantava sei anni fa, quando ancora non la conosceva nessuno, mentre oggi è una delle cantanti pop più affermate del nostro paese.

Emma è pronta ad iniziare il suo tour, un viaggio lungo 23 tappe, dal nord al sud: Roma, Milano, Torino, Bologna, Napoli e tutte le altri principali città italiane, in cui la cantante salentina presenterà i brani del suo ultimo disco, accompagnata dalla sua fedele “brown-crew”.

La data zero è fissata per il prossimo 13 settembre al Palaghiaccio di Roccaraso, per poi proseguire con le doppie date al Mediolanum Forum di Milano e al Palalottomatica di Roma, fino all’ultimo appuntamento del 22 ottobre al Pala-Alpitour di Torino, ed Emma è pronta a dare tutta se stessa in questo spettacolo di musica e intrattenimento, arricchito dal suo corpo di ballo e dagli artisti emergenti Elodie e Antonino che si alterneranno nell’aprire i vari concerti.

Un’annata da incorniciare per Emma: l’ album “Adesso” certificato disco di platino, da cui sono stati estratti i singoli di straordinario successo radiofonico e discografico “Occhi profondi”, “Arriverà l’amore”, “Io di te non ho paura” e “Il paradiso non esiste”, il best italian female vinto durante gli MTV Awards 2016, e il ruolo di coach ricoperto ad Amici di Maria De Filippi, il talent da cui è iniziata la sua carriera nel 2010, quando faceva parte della squadra bianca, e che quest ’anno è tornata a dirigere, accompagnando tanti giovani talenti nel cammino verso il successo.

Tra i progetti futuri, c’è il libro “Dentro tutto è acceso”, edito da Mondadori, in cui la cantante parlerà un po’ di sé, il singolo “Libre” in coppia con Alvaro Soler e in radio da venerdì, e si vocifera di una sua partecipazione al prossimo festival di Sanremo, al fianco dello stakanovista televisivo Carlo Conti.

Qualunque cosa faccia, la passione più grande di Emma rimane la musica, e la sua musica appassionerà tutti i fan che giungeranno da ogni parte d’Italia per vederla,dalla settimana prossima fino alla fine di ottobre.

LE DATE DELL “ADESSO-TOUR”:

13 settembre – Roccaraso (Palaghiaccio G.Bolino)

16 settembre – Milano (Mediolanum Forum)

17 settembre – Milano (Mediolanum Forum)

20 settembre – Genova (105 Stadium)

21 settembre – Firenze (Nelson Mandela Forum)

23 settembre – Roma (Palalottomatica)

24 settembre – Roma (Palalottomatica)

26 settembre – Perugia (PalaEvangelisti)

28 settembre – Ancona (Pala Prometeo)

30 settembre – Bari (Pala Florio)

1 ottobre – Bari (Pala Florio)

3 ottobre – Reggio Calabria (Palacalafiore)

4 ottobre – Eboli (PalaSele)

6 ottobre – Pescara (Pala Giovanni Paolo)

8 ottobre – Acireale (Pal’Art Hotel)

10 ottobre – Napoli (Pala Partenope)

12 ottobre – Livorno (Modigliani Forum)

14 ottobre – Conegliano (Zoppas Arena)

15 ottobre – Padova (Kioene Arena)

17 ottobre – Montichiari (Pala George)

19 ottobre – Rimini (105 Stadium)

21 ottobre – Bologna (Unipol Arena)

22 ottobre – Torino

 

Antonella Ruggiero giovedì 11 agosto in “Concerto Versatile” a Santa Fiora


Antonella Ruggiero, l’ex cantante dei Matia Bazar, una delle voci più suggestive, crisalline e uniche del panorama italiano,  salirà sul palco di Santa Fiora in Musica, in “Concerto Versatile”giovedì 11 agosto, alle 21,15, all’Auditorium della Peschiera di Santa Fiora.   Ingresso libero.

Sul palco con Antonella Ruggiero  due grandi professionisti: al pianoforte il musicista Mark Baldwin Harris, che ha collaborato, nella sua lunga carriera, con artisti del calibro di Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber, Mia Martini, Enzo Jannacci e Pino Daniele. E al vocoder e synth bass, Roberto Colombo, tastierista, arrangiatore e produttore discografico.

In “Concerto Versatile” Antonella Ruggiero, ripropone alcuni dei brani più famosi della canzone d’autore italiana, insieme al suo repertorio storico fatto di grandi successi, sia con i Matia Bazar, sia come solista.

Da Vacanze romane, a Solo tu, per fare qualche esempio. E poi ancora Ti sento; Stasera che sera; Per un’ora d’amore, fino al grande successo che ottiene come solista nel ’98 a Sanremo con Amore lontanissimo.

Antonella Ruggiero è un’artista dal repertorio eterogeneo, che negli anni ha sperimentato forme sonore ed artistiche. Si distingue per una elevatissima estensione vocale che le permette di passare dal registro pop a quello lirico di soprano leggero con una voce sempre cristallina.

Redazione

Mika ai ragazzi del Giffoni Experience: “Piu’ che concentrarsi sul futuro bisogna stare attenti a quello che ti accade nel presente. Bisogna cercare l’eccellenza, senza paura di fallire. Vi deve spaventare solo la mediocrità”.


mika gifMika, è davvero inarrestabile e infaticabile, ha da poco finito a Parigi un tour durato 18 mesi e appena due giorni fa si è esibito nell’unica tappa italiana chiudendo in bellezza la rassegna musicale del Festival di Cernobbio.

Genio misto a dolcezza, ironia e semplicità fanno di lui un artista molto amato e apprezzato dal pubblico e il 22 luglio è stato ospite, fortemente voluto dagli organizzatori,  del Giffoni Festival Film dove ha incontrato i fan e ha raccontato i suoi progetti futuri tra cui un nuovo album già in lavorazione, la stesura della sua autobiografia: “Avevo quasi finito, ma ho trovato altri spunti. E’ la prima volta che mi racconto in un libro, voglio che sia bello” e la possibilità di debuttare a dicembre come attore : “Qualche mese fa sono andato a un casting, ho fatto un provino e ai produttori e’ piaciuto”.

Ai fan che l’hanno accolto al Giffoni, Mika ha poi confessato che nelle sue canzoni ha sempre messo tutto della sua vita: “E’ stato un modo per superare momenti difficili e dolorosi. Anche se ci sono dei pubblici davanti ai quali non e’ sempre facile parlare di sessualità, traumi, della storia della mia famiglia. Spesso mi trovo a cantare in certi Paesi dove i temi che tratto sono vietati, ma per me la musica è una terapia e una bandiera”. E ricorda un aneddoto di quando aveva 16-17 anni, periodo in cui scrisse: Over my shoulder: ”Quando ero in una scuola per alcuni aspetti molto bella, perché c’era molta musica, facevamo teatro e opera, da Benjamin Britten a Verdi, ma orribile per altri, a causa di alcuni ragazzi. Covavo in me una rabbia pericolosa, avrei potuto fare qualcosa di tremendo, del male a me stesso o agli altri. Ho trasformato quell’energia distruttiva in qualcosa di più bello, attraverso la musica. Ho capito che quella era la strada”

Ai ragazzi del Giffoni Experience ha suggerito: “Piu’ che concentrarsi sul futuro bisogna stare attenti a quello che ti accade nel presente. Bisogna cercare l’eccellenza, senza paura di fallire. Vi deve spaventare solo la mediocrità“.

Tra gli altri progetti, a  novembre debutterà con uno show tutto suo in Italia su Rai2 

Redazione

APPALERMO, APPALERMO!: Carlo Loforti presentail suo libro il 17 giugno a Roma


Carlo Loforti presenta il 17 giugno a Roma

APPALERMO, APPALERMO!

L’evento è organizzato da Altroquando e Giufà Libreria Cafè nell’ambito del Summer KINO

 “Uno stile umoristico che lo avvicina a Nick Hornby e una maturità sorprendente per la sua età. Una voce assolutamente originale”. Emanuela E. Abbadessa, La Repubblica Palermo

“Carlo Loforti propone una storia che ricorda, per forza e vivacità, una cantata popolare sul lato migliore di Palermo”. Pietro Cheli, Amica
“Una bella e precoce capacità di osservare caratteri, rapporti umani e paradossi di una Sicilia che non è poi così lontana da quella di Sciascia”. Luca Ruffinatto, L’Indice dei libri

Dopo la Sicilia, il Salone Internazionale del Libro di Torino, Bologna (Garp Festival), Padova (Giovani Promesse) e Milano, Carlo Loforti arriva a Roma per presentare “Appalermo, Appalermo” (Baldini&Castoldi Editore) venerdì 17 giugno a Roma. L’appuntamento è alle ore 20 all’Ex Dogana (Via dello Scalo San Lorenzo, 10), l’evento è organizzato da Altroquando e Giufà Libreria Cafè nel’ambito del Summer KINO. Con l’autore dialoga lo scrittore Francesco Leto.

Amélie Poulain con la licenza media, Alvy Singer di borgata, Montalbano senza pudore, Oronzo Canà col dottorato in filosofia. È Mimmo Calò, giornalista sportivo di una tv locale siciliana, il protagonista di “APPALERMO, APPALERMO!”, sorprendente romanzo d’esordio di Carlo Loforti, classe ’87, finalista alla XXVIII edizione del premio Italo Calvino.

Mimmo ha 40 anni, pochi vizi e ventimila euro sul conto dopo vent’anni di lavoro. Non è calvo, ma ci sta lavorando. Ha una donna, Barbara, ma è da poco che se n’è accorto davvero. E vive nella casa che gli ha lasciato il nonno, circondato dalla carta da parati. Un ottimo lascito, se non fosse che oggi come oggi Niente ti ricorda più della carta da parati in salotto che nella vita non hai concluso una benamata minchia”.

Calò è cinico e svogliato, cafone e filosofo. Rompe il ghiaccio con il politically scorrect per poi sedurti con i principi saldi: la famiglia, l’amicizia, la fedeltà.

È l’eroe moderno che lascia agli altri il sogno di un chiringuito in Costa Rica mentre aspira all’apertura di una rosticceria nella sua città, che al calcetto con gli amici preferisce le aste giudiziarie. Ed è proprio da questo anomalo hobby, e da una paternità inattesa, che iniziano le sue disavventure: aprire un locale dove servirà soltanto sfincione– una squisita pizza siciliana, molto lievitata, con pomodoro e cipolle. Da qui un susseguirsi di problemi: mutui, fidi, permessi, burocrazia infinita, pizzo, concorrenza sleale, sfiga. Tanta sfiga. Una rapina in banca, una pistola puntata alla tempia, l’offerta di partecipare a un “rapimento social” per saldare i debiti.

Loforti ci trascina in un susseguirsi di vicende bizzarre, tra imperscrutabilità kafkiane della burocrazia e voglia di rivalsa che si gustano con un ritmo cinematografico e atmosfere rude pop.

La sua ironia è fortemente calata nel suo spazio e nel suo tempo, nei temi carichi di nevrosi della società di oggi: l’ossessione per i social, la fissa per la salute e il biologico, la perdita di valore del denaro, le solitudini di coppia.

C’è la Palermo dei vicoli e delle borgate, polverosa e popolare, che ci arriva da una scrittura asciutta e quotidiana, da un palermitano sincero che ben si coniuga con i personaggi che racconta.
Un romanzo spiritoso, leggero e senza pudore da cui viene fuori una narrazione sapida e mai banale. In cui tutto viene raccontato con un umorismo che regala momenti di autentico spasso.

Carlo Loforti: palermitano classe ’87. Lavora come creativo per la tech company Mosaicoon. Ha scritto “Suicidi d’onore” (Ed. Leima, 2013) e ha lavorato come autore per cinema (co-autore del lungometraggio “Fuori dal coro”) e web (co-autore della web serie “Senza Contratto”). È stato tra i finalisti della XXVIII edizione del Premio Italo Calvino. “APPALERMO, APPALERMO!” è il suo primo romanzo.

SCHEDA LIBRO
Titolo: Appalermo, Appalermo!
Autore: Carlo Loforti
Casa editrice: Baldini & Castoldi
Genere: Commedia
Prezzo: 16 euro
Prezzo eBook: 7,99 euro
Pagine: 336
Sito web: www.carloloforti.com

Redazione

Sardegna…che storia! Un libro per bambini (e non)


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Dai nuraghi e dai loro primi abitanti alla Regione Autonoma della Sardegna. In un libro di 112 pagine, in elegante veste editoriale, la Sardegna svela i suoi misteri e racconta i suoi eroi ai più piccoli. Con un pensiero anche verso genitori, nonni e turisti. Ed ecco lo sbarco dei Fenici, dei Cartaginesi. La conquista armata dei Romani e la furia di Ospitone. I quattro giudicati ed Eleonora d’Arborea. La dominazione spagnola e il Regno di Sardegna. Ci sono anche i disegni da colorare e divertenti test per ripassare.

È stato presentato sabato 4 giugno e, a partire da questa settimana, sarà in tutte le librerie il volume “Sardegna…che storia!” di Giancarlo Basciu, edito da Domus de Janas.

“Un libro didascalico, accompagnato da illustrazioni fatte dagli studenti del liceo artistico di Cagliari, pensato per i ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo grado con un approccio essenziale” ha detto Franco Siddi, ex presidente della FNSI che, insieme al prof. Paolo Pillonca (esperto di storia e cultura sarda) ha presentato l’opera.

Scheda e acquisto online: http://www.domusdejanaseditore.com/catalogo/1331-sardegnache- storia.html

Redazione

RAI STORIA: ITALIANI Augusto e i Nomadi


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A più di cinquant’anni dalla nascita, il gruppo dei Nomadi, guidato oggi dallo storico tastierista Beppe Carletti, porta ancora in giro per l’Italia i grandi successi – da “Noi non ci saremo” a “Come potete giudicar”, da “Dio è morto” a “Io vagabondo” – portati alla ribalta dall’ex leader Augusto Daolio, scomparso nel 1992. Alle vicende del gruppo più longevo della musica italiana è dedicata la puntata dal titolo “Augusto e i Nomadi” di Daniele Ongaro, per il ciclo “Italiani”, presentato da Paolo Mieli, in onda martedì 29 marzo alle 21.30 su Rai Storia. Il documentario ricostruisce la storia della band che, dalle esibizioni nelle sale danzanti dell’Emilia-Romagna, grazie all’incontro con il giovane paroliere Francesco Guccini, diventa in breve tempo uno dei gruppi italiani più famosi e amati.  La storia di Augusto Daolio e dei Nomadi è narrata dalle voci di Beppe Carletti; di Rosanna Fantuzzi, compagna di Augusto e “anima” dell’associazione “Augusto per la vita”; di Alberto Melloni, tra i massimi esperti italiani di Storia del Cristianesimo che rivela a sorpresa la sua passione per la musica dei Nomadi; del conduttore radiofonico Felice Liperi; di Franco Midili, primo chitarrista del gruppo negli anni d’oro del beat.

Redazione

RAI1: IL COMMISSARIO MONTALBANO Il gioco degli specch


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Nuovo appuntamento  con “Il commisario Montalbano“, venerdì 18 marzo alle 21.20 su Rai1, con un episodio dal titolo Il gioco degli specchi. Una bomba di basso potenziale è stata fatta scoppiare davanti alla porta di un magazzino. Si pensa a una minaccia per pizzo non pagato, ma Montalbano è perplesso: il danno è assai scarso e il magazzino fra l’altro era vuoto. Inoltre il proprietario del magazzino, Angelino Arnone, nega in ogni modo di poter essere l’obbiettivo di quello strano attentato.
Il commissario però intuisce che il vero destinatario di quell’avvertimento potrebbe essere qualcuno che vive nel caseggiato attiguo al magazzino: la scatola con la bomba forse era stata lasciata davanti al portone e uno dei condomini, uscendo la mattina, ignaro, potrebbe averla spostata verso il magazzino per liberare il passaggio. In quella palazzina infatti vivono due pregiudicati: Carlo Nicotra, che è un pezzo grosso dei Sinagra, e Stefano Tallarita, uno spacciatore che lavora al soldo dello stesso Nicotra. Ma anche di queste due nuove piste Montalbano non sembra troppo persuaso: Nicotra è un boss, non è uomo al quale verrebbero mandati semplici avvertimenti, e Stefano Tallarita è in prigione, nel suo appartamento sono rimasti solo la moglie e il figlio Arturo, che non hanno nulla a che fare con i suoi affari. E difatti giunge al commissariato un nervoso Angelino Arnone, che, mostrando una lettera anonima appena ricevuta, confessa che quella bomba era una minaccia destinata proprio a lui. Arnone però non sa dirne il motivo, e tanto meno sa dire chi potrebbe essere la persona che gli ha indirizzato quell’avvertimento. Montalbano capisce che Arnone sta mentendo: qualcuno lo manovra e lo ha mandato là appunto per gettare fumo negli occhi alla polizia. Di seguito viene a sapere da Pasquale che in prigione gira voce che Stefano Tallarita abbia iniziato a collaborare con la polizia. Quindi la bomba potrebbe essere stata un avvertimento destinato a lui.
Ma anche questa si rivela essere una falsa pista: il commissario viene a sapere dalla Narcotici che Tallarita non sta affatto collaborando con le forze dell’ordine. Montalbano si rende conto che i responsabili dell’attentato al magazzino stanno cercando di costruire un intrico di depistaggi, una sorta di gioco di specchi finalizzato a confondere e disorientare le ricerche della polizia. Un gioco di specchi che sembra culminare in un avvertimento rivolto contro lo stesso commissario: un colpo di carabina sparato contro lo sportello del passeggero della macchina di Montalbano. Ma anche questo avvertimento è assai strano: il commissario non si era addirittura accorto di nulla, è Fazio che lo ha scoperto quando ha visto il foro del proiettile sulla carrozzeria dell’auto.
Una sola cosa è sicura, dietro a questa strana faccenda c’è qualcosa di grosso e sicuramente c’entrano Nicotra e il suo traffico di droga. In quegli stessi giorni c’è anche un altro mistero che occupa l’attenzione di Montalbano: Liliana Lombardo, vicina di casa del commissario, una mattina scopre che la propria auto è stata danneggiata. Sembra un dispetto o un atto di teppismo inspiegabile. Liliana in quei giorni è sola, suo marito come al solito è fuori per lavoro, e così è Salvo ad accompagnarla nelle mattine successive al lavoro. Dopo un’iniziale reticenza Liliana racconta a Montalbano di sapere chi è il colpevole del danno procuratole alla macchina: tempo fa lei ha avuto una relazione con un ragazzo, ma in breve ha voluto chiudere quel rapporto; l’ex amante, ferito, si è sfogato con quell’infantile vendetta.
Sembra tutto chiarito, ma una notte Montalbano scopre che Liliana riceve ancora visite dall’amante. Inoltre il comportamento di Liliana si fa sempre più strano: cerca di avvicinare Montalbano, di sedurlo e anche di farsi vedere più volte in pubblico con lui. Salvo capisce bene che la vicina non sta cercando un nuovo amante, ma che ha altre ragioni e che forse sta cercando protezione. In seguito scopre che l’amante di Liliana Lombardo è Arturo Tallarita, il figlio dello spacciatore che lavora per Nicotra. Comprende così che la vicenda di Liliana è legata al caso iniziato con la bomba al magazzino, e che il colpo di carabina finito contro lo sportello della sua auto era indirizzato proprio a Liliana, che qualche sera prima sedeva nella vettura accanto a lui: Liliana e Arturo sono al centro di tutta la faccenda e stanno correndo un grande pericolo. Vuole subito aiutarli e proteggerli, ma i due risultano improvvisamente scomparsi.
Alla fine Montalbano riuscirà a risolvere questo pericoloso gioco degli specchi, ma non a salvare Liliana e Arturo da un tragico destino, che li vede vittime di un gioco troppo grande e troppo crudele.

AFTERHOURS: MANUEL AGNELLI, STORICO “LEADER” DEL GRUPPO, SU “ROLLING STONE”, DISINTEGRA IL “FIGH*TTUME MUSICALE” DEGLI ULTIMI ANNI


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Per chi fosse digiuno o quasi di musica “alternativa” di più di vent’anni fa, vale la pena ripercorrere almeno le tappe principali della carriera del noto gruppo “indie rock” degli Afterhours, costituitosi a Milano nella seconda metà degli anni ’80. Dapprima interpreti di brani in inglese, come “All the good children go to Hell”, in cui sono fin troppo percepibili gli influssi dei Velvet Underground, mentre si succedono esibizioni in contesti internazionali, come al “New Music Seminar” di New York e a Berlino, con l’album “Germi” (1993) si lasciano tentare da un cambio di rotta, optando per l’italiano, il suono comincia ad avere aperture melodiche, anche se ancora molto “punk”, con ispirazioni “noise”, psichedeliche e post-grunge, nei testi, elementi lirici, anarchici, sarcastici, beffardi e sensuali. Il capolavoro è del 1997 “Hai paura del buio?” una furia “hard rock” che non disdegna “pop” melodico e “space rock”, nel 1999, con “Non è per sempre”, si apriranno a sonorità meno ruvide e aggressive, con tanto di violini e violoncelli, “Quello che non c’è”, del 2002, segna il grande successo di pubblico, con scenari più intimisti dominati da senso di vuoto, rassegnazione e cupezza, dovuti alla perdita di valori e punti di riferimento, del 2014, invece è l’edizione speciale di “Hai paura del buio?”, che si avvale della collaborazione di artisti di spicco italiani e stranieri, oltre a proporre il complesso in una formazione arricchita di nuovi componenti a seguito di abbandoni di musicisti di lunga data.

Intervistato dalla rivista “Rolling Stone”, Manuel Agnelli (13/03/1966), “leader” del gruppo, demolisce in blocco la musica attuale, senza fare nessuna eccezione, anzi, probabilmente, l’espressione più indicata per questa operazione spregiatrice ce la suggerisce proprio il titolo di un suo provocatorio singolo del 1998 “Sui giovani d’oggi ci scatarro”, in altri termini ora, nel citato articolo, afferma “La nuova generazione di cantautori e musicisti è figlia di un’estetica che li ha condizionati troppo: sono carini, simpatici e pettinati meglio di noi, ma il messaggio che lanciano non ha la forza di quello della generazione degli anni ‘90 …. noi parlavamo con la pancia, con una sincerità non mediata” e sembra deluso dalla stessa Milano, sua città natale, determinante per la sua formazione artistica, un tempo, ritiene, ricca di stimoli, dotata di una marcia in più, oltre che all’avanguardia in molti campi, quasi una Woodstock italiana e ora alla mercé di quello che definisce “il figh*ttume” che l’ha spogliata di questo suo ruolo “Milano prima era una bomba rivoluzionaria, non solo nell’arte e poi è diventata sempre più attenta solo alla grafica, all’immagine e alla moda”, una visione senza spiragli, se corrispondesse pienamente al vero, ma non risente un po’ troppo dell’irriducibile antagonismo rivoluzionario di cui si è sempre ammantato il soggetto da cui proviene? Che i cantanti d’oggi non siano “brutti, sporchi e cattivi” e, ci piace aggiungere, in prevalenza non inclini al turpiloquio, non significa che non possano lanciare, anche attraverso brani apparentemente a tematica sentimentale (ma non sono gli unici), messaggi impegnati tutt’altro che insignificanti e anche il capoluogo meneghino, suvvia, non ha subito chissà che processo involutivo dal punto di vista della circolazione di idee anticonvenzionali e del radicarsi di tendenze progressiste, ma Agnelli perché si possa parlare di “impegno”, preferirebbe, forse, un ritorno agli anni della contestazione, del terrorismo politico, del “piombo”, o dell’esasperazione ideologica al servizio di fazioni in guerra fra loro?

Certo, l’articolo dissipa ogni dubbio sull’atteggiamento supponente del “frontman”, da cui si deduce che gli unici artisti “alternativi” e sperimentatori degni di questo titolo dell’ultimo ventennio sarebbero gli “Afterhours” anche se, bontà loro, seppure senza volerlo, il “Si stava meglio quando c’eravamo noi” suona comicamente e curiosamente come una vaga eco del sentitissimo “Quando c’era lui, caro lei” di Giorgio Bracardi negli irresistibili panni del federale Romolo Catenacci (ndr nella trasmissione “Alto Gradimento”)

Redazione: by Fede

Fiocco rosa per Ilary Blasi e Francesco Totti


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Alle 19,15 di oggi è nata la terzogenita di Ilary Blasi e Francesco Totti. La showgirl,  a dicembre scorso aveva lasciato la conduzione de Le Iene per affrontare in tranquillità l’ultimo periodo di gravidanza e prepararsi al parto. Il parto è avvenuto presso la clinica Mater Dei dove  questa mattina Ilary è arrivata intorno alle 9 accompagnata dal marito. A dare notizia del lieto evento la pagina social ufficiale di Ilary Blasi, e poi la struttura sanitaria in cui è avvenuto il parto che ne ha dato cconferma. La coppia ha altri due figli:  Chanel, 8 anni, e Cristian, 10.

Redazione