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PAOLO LIMITI: “MALIKA AYANE, EMMA MARRONE E ALESSANDRA AMOROSO SONO DA BOCCIATURA” -BUFERA SUL WEB


Roma, 18 apr. (Apcom) - "Sono il mammone d`Italia perché vivo ancora con mia madre". Lo ha rivelato il conduttore Paolo Limiti che in casa ha "52 bambole delle celebrità con le fattezze delle grandi attrici del mondo". "Ne ho 26 solo di Marilyn Monroe", dice a 'Domenica Cinque'. 	Limiti ricorda il giorno in cui Mina decise di abbandonare le scene: "Venne a casa mia e mangiò otto cotolette di fila perché mi disse che ormai aveva chiuso con le diete".

Più che di un’insurrezione di massa si è trattato di un vero e proprio uragano che ha investito con violenza devastante il “web” in men che non si dica, richiamati in gran numero e assetati di sangue sono stati i “fans” di tre fra le cantanti che vanno per la maggiore, Malika Ayane, Emma e Alessandra Amoroso, il loro bersaglio è un “caso-limite”, visto che mai nessuno aveva osato prima demolire le loro intoccabili “icone”, o meglio un “caso-Limiti”, poiché il malcapitato è Paolo Limiti (n. 1940), noto paroliere e richiestissimo opinionista, che può vantare persino una collaborazione passata con Dionne Warwick, al quale non sono state risparmiate frecciate al cianuro e impietose allusioni all’età, con qualche commentatore che ha messo in relazione le tinture per capelli (color tiziano), di cui fa uso, al declino delle sue facoltà cerebrali, insomma di tutto, di più.

Di cosa è reo?Di essersi espresso schiettamente, mostrando una posizione precisa e ferma, senza guardare in faccia a nessuno né dovere di riverenza a chissà chi, è avvenuto durante la trasmissione “I Radioattivi”, mentre era ospite di Radio Club91, questi i suoi giudizi che hanno “scioccato” così tanta gente “Emma e la Amoroso dive?semmai fra 5 anni, ora non hanno ancora né la personalità, né il modo giusto di interpretare. Devono aspettare, come fece Barbra Streisand … Malika fa canzoni un po’ troppo difficili, irriproducibili, poi a volte manca d’intonazione”.

malikaStupisce soprattutto la critica alla Ayane, è un’artista e cantautrice con un “curriculum” di studio di tutto rispetto, ha frequentato corsi di violoncello al selettivissimo Conservatorio “G. Verdi” di Milano, da ragazzina ha fatto parte del coro delle voci bianche della “Scala”, è stata diretta da Riccardo Muti, riesce difficile credere che possa prendere delle “stecche”, perlomeno non ce ne siamo accorti, certo, canzoni come “Adesso e qui – Nostalgico presente” non sono poi così orecchiabili né di subitaneo accesso “popolare”, i “ ‘silenzi’ per cena” (un’amatriciana non era meglio?) non sono spettacolari, i suoi testi forse avrebbero potuto “intrigare”, per la spiccata sintonia di situazioni con il suo cinema, il ”profeta dell’incomunicabilità” Michelangelo Antonioni, leggendoli, tuttavia, è meglio non smarrirsi in inutili interpretazioni elucubrate, è indiscutibile, la musica deve avere un effetto di immediatezza, i “chiosatori” non dovrebbero mai essere chiamati in causa, lasciamoli ai passi oscuri delle “Centurie” di Nostradamus.

emma-marroneEmma che si atteggia già a “arrivata”, onestamente, a differenza di Limiti, non la vediamo, in realtà fa di tutto per apparire “anti-diva”, più “nella sua pelle” in tenuta da “coatta” che in abito lungo da “grande soirée” (si è visto l’impaccio a Sanremo 2015), ha una certa tendenza alla sguaiataggine e a cantare “spingendo” troppo e sgolandosi, però è anche vero che è vulcanica, divora il palco e i suoi brani, in radio, si impongono all’ascolto, una parte se li è pure scritti e composti da sé e inoltre ha militato in vari gruppi musicali, come “rocker” (e solo quello) avrebbe il “graffio” incisivo per funzionare.

Alessandra AmorosoL’”anello debole” del terzetto è semmai la Amoroso, colei alla quale i “rilievi” mossi dal critico si applicano meglio, al momento attuale (le proiezioni future non le conosciamo); hanno cercato di trasformarla in una “star” rigirandola come un calzino e stravolgendone e “costruendone” del tutto il tipo fisico e la personalità, su di lei hanno operato senza sosta dietologi, “personal trainers”, visagisti, maghi del “make up”, parrucchieri e le firme dell’”haute couture”, lo si vede nettamente nel video di “Amore puro”, ma il risultato è una persona che dimostra molti anni di più della sua età, che al massimo è la “caricatura” di una primadonna e che non riesce più a nascondere di soffrire la costrizione a cui è sottoposta, forse dovrebbe fare qualche passo indietro e tornare quello che era, una ragazzotta “ruspante” e qualunque, più semplice e anche musicalmente non può dirsi “completa”, viene dal “karaoke”, a volte la sua voce “arranca” e finora si è cimentata solo con un repertorio di canzoncine melense fatte apposta per “appiattire”, sicuramente ha ancora molto da dimostrare.

Il termine di paragone (roba da “far tremare vene e polsi”) scelto da Limiti è nientemeno che Mina, per la quale scrisse capolavori come “Bugiardo e incosciente” e “La voce del silenzio”, l’unica vera “diva” degna di questo attributo “Se non l’avessi incontrata avrei scritto comunque bellissime canzoni, ma non quelle che ho scritto per lei …” e riguardo all’interpretazione ha detto che ogni pezzo reca la sua “impronta”. Scendiamo fra i mortali, dove trovare, oggi, una cantante di musica leggera (dal suo profilo su “Wikipedia”), con simili “agilità, timbro caldo e personale, ampiezza, estensione, potenza vocale, tecnica, duttilità, ecletticità …”? Non sia mai che si tratti di un’extraterrestre …

(by Fede)

MARTINA MACCOLINI “INDISPENSABILE ” IL SINGOLO


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MARTINA MACCOLINI “Indispensabile ”il singolo d’esordio

arriva  in radio, “Indispensabile ” il primo singolo di Martina Maccolini  

(Ghiro Records)

Video Ufficiale

La dolce voce di Martina Maccolini  debutta in radio con il singolo “Indispensabile”. Una nuova proposta per il panorama pop italiano. La musica si amalgama con la caratteristica voce di Martina per creare un piacevole  mix  e un immediato riscontro. La giovane cantante di Ravenna mette tutta se stessa e la sua passione in questo brano  con umiltà e serenità iniziando un percorso difficile ma carico di  tenacia e voglia di raggiungere il suo primo obbiettivo, farsi ascoltare e trasmettere al   pubblico  le  proprie emozioni.

Una nuova proposta per le radio italiane attente ai giovani talenti che, pur non avendo l’opportunità della grande visibilità offerta dei  talent televisivi, accettano la sfida percorrendo  la strada metro dopo metro, un passo per volta costruendo il proprio futuro con pazienza , professionalità, forza  e voglia di realizzare il proprio progetto di vita  .

Martina Maccolini nasce a Lugo (Ravenna) il 23 dicembre 1995. Si avvicina alla musica all’età di 8 anni iscrivendosi a scuola di pianoforte proseguendo gli studi fino al 2012. Frequenta   una scuola secondaria di primo grado ad indirizzo musicale rafforzando gli studi pianistici e  d’orchestra. Nel 2011, all’età di 15 anni, si dedica anche agli  studi canori attraverso una  scuola di canto. Dal 2013 rafforza  gli studi con l’insegnante Giosiana Pizzardo. Partecipa  a numerosi concorsi canori, come “Una Voce Per Sanremo”, “E io canto…”, “Io canto e tu?”, “Ri…Cantare a Riolo Terme”,“Talent Academy”, “The Talent”, “Festival delle voci nuove di Villafranca di Forlì” e al “7° Festival della musica leggera all’Auditorium Corale Rossini di Modena” dove si classifica al primo posto. Il presente, oltre al canto e anche l’ultimo anno della scuola secondaria superiore per Tecnico dei servizi turistici con lo sguardo ad un prossimo futuro Universitario nella  facoltà  di Lingue e Letterature Straniere.

Nel 2014 firma il suo primo contratto discografico con la Ghiro Records  incide  pubblica e produce il videoclip  del  brano “Indispensabile” firmato da Andrea Amati .

Il successo? si costruisce a tavolino con Musicontrol….


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Quante volte si è detto che il solo talento non basta per diventere un cantante di successo? E  quante volte si è detto che chi è spesso in radio e in tv , non c’è perchè dotato di solo talento?  E ancora, quante volte si è detto dello strapotere  delle majors che influenzano e pilotano il mercato discografico, le classifiche e le programmazioni radiofoniche?  In merito si è detto di tutto e di più eppure sono ancora pochi quelli che sanno e ancora molti quelli che   preferiscono ignorare.  Leggete questa interessante denuncia:
MUSIC CONTROL: ECCOVI SERVITA LA MAFIA RADIOFONICA! Sia la discografia che gli artisti non sono mai stati in grado di controllare esattamente il numero e la frequenza dei passaggi delle loro canzoni sulle radio.Per questo motivo, a metà degli anni 90, le etichette discografiche chiesero ad una società di rilevazioni di inventarsi un metodo (o meglio, di copiare quello che già esisteva in America) per monitorare le emittenti private più importanti. Nasceva così il Music Control, cioè il mezzo di rilevazione dei passaggi radiofonici (non vi stiamo a spiegare l’esatto meccanismo perchè sarebbe troppo complesso e poco interessante) con la funzione di conoscere l’effettiva airplay di un brano sul territorio nazionale.Da qui si stilano una serie di classifiche dei brani più ascoltati, della permanenza di un artista nella hit ecc. ecc. ecc.Secondo l’intento iniziale Music control doveva costituire uno strumento d’aiuto sia per i discografici che per le radio, e quest’ultime accettarono di essere monitorate perchè avrebbero potuto conoscere esattamente la programmazione delle concorrenti e regolarsi di conseguenza.Le cose purtroppo sono andate in una direzione imprevista: oggi Music control è diventato il mezzo per eccellenza a cui si fa riferimento per avere il polso del panorama musicale in Italia, sebbene il sistema offra un quadro completamente falsato della situazione.Dovete pensare che anche l’amministratore delegato di una major ha un superiore a cui deve riferire del suo lavoro e di quello dei suoi dipendenti. Con un mercato in crisi come il nostro, quindi con vendite quasi inesitenti, come faccio io, che per es. sono il Sig. Emi Italia, a far vedere al sig. Emi International (mio capo ) che ho lavorato bene?Ma con Music control!“Se il brano del mio artista passa su tutte le radio vuol dire che la promozione ha lavorato al meglio, e allora cosa posso farci io se poi vende pochissimo?”Il fatto che Music control sia diventato l’unico mezzo a disposizione per giustificare il proprio lavoro all’estero, fa si che le major esercitino una serie di pressioni sulle radio (vorresti avere in anteprima il nuovo singolo di un artista americano importante ….allora suonami anche….) limitandone la libertà di scelta e di selezione dei prodotti da una parte, dall’altra aumentandone molto il potere sul mercato (se ti sono così utile… allora devi fare un investimento sulle mie frequenze….) .Music control, inoltre, produce dei risultati che non corrispondono alla reale situazione, dando adito ad aspettative false perché, con questo sistema, si sale in classifica a seconda del numero di passaggi d’airplay. Le hit radio (come RDS per es) suonano solo presunti successi decisi a tavolino, quindi pochissime canzoni (circa 40) molte volte al giorno.Il numero elevatissimo di passaggi di alcuni brani da parte delle hit-radio fa si che siano presenti e rimangano in classifica canzoni inutili o obsolete a scapito delle novità, falsando assolutamente l’andamento del mercato, senza per altro nessuna utilità rispetto alle vendite reali (perché comprare un brano che posso sentire quando voglio?).L’aspetto del fenomeno è talmente rilevante che le analisi di mercato da parte di questo tipo di radio procedono in senso inverso: non si fanno più indagini di gradimento per sapere quali siano i brani preferiti dai propri ascoltatori, ma si cerca di capire quando un brano ha stancato.Le classifiche di Music control, inoltre, condizionano fortemente anche le scelte di molte emittenti minori che, in questo modo, risultano prive di ogni originalità e, contraddicendo la loro base sociale di ascolto, diventano solo brutte copie dei network, mentre la loro funzione principale dovrebbe essere quella di selezione e lancio di canzoni liberamente scelte.Anche il mondo del manageriato viene condizionato dalle classifiche di Music control: per i personaggi che hanno molta airplay, e che quindi risultano al top, vengono organizzati tour faraonici (che il più delle volte finiscono in bagni di sangue finanziari), mentre diventa sempre più difficile trovare spazi per chi offre proposte di effettiva qualità.Il discorso fatto per l’impresariato vale anche per la promozione: la presenza di un artista in Music control, oltre a garantire la diffusione praticamente totale di un prodotto nella radiofonia nazionale, condiziona notevolmente gli operatori degli altri media.Avendo questo strumento praticamente sostiuito la classifica tradizionale di vendita, la televisione invita sempre gli stessi artisti che sono al verdice dell’airplay, i giornalisti parlano solamente dei soliti noti e così via. Purtroppo, con questi assurdi meccanismi, si innescano tutta una serie di conseguenze basate su una bolla di sapone.Abbiamo ormai centinaia di esempi di artisti che hanno delle vendite discografiche bassissime a fronte di una diffusione radiofonica e una promozione imbarazzanti.Ma come si fa ad arrivare ad essere “suonati” dai network? Ecco, quì parte la vera truffa. Infatti, affinché un nuovo brano venga programmato, bisogna fare un investimento di almeno sei spot pubblicitari quotidiani che possono arrivare a costare anche settantamila euro per quindici giorni (questo solo per una radio) e comunque spesso la folle spesa può non bastare (soprattutto per le etichette indipendenti che non hanno merce di scambio con dischi di artisti stranieri). I palinsesti musicali vengono fatti al 99% dai direttori artistici ( i gusti degli speaker non contano oramai quasi più niente) che decidono autonomamente se il brano in questione sia o no adatto allo standard della emittente e quindi non mandarlo in onda (o programmarlo pochissimo, magari in orari di basso ascolto, tanto per accontentare chi ha speso in inutile pubblicità). Ovviamente il clientelismo e la corruzione diventano, come si può immaginare, altissimi e spessissimo vengono chiesti altri soldi sotto banco o parti di edizione Siae. Raramente può capitare che un direttore artistico decida di mandare in onda un brano gratuitamente, forse perché quell’artista gli è simpatico o l’addetto alla promozione è un suo caro amico e lo ha pregato per giorni in ginocchio, ma comunque quel bonario favore assomiglia fortemente a quello che ogni tanto fa ai suoi sudditi un boss o un padrino. E secondo voi tutto questo meccanismo di ricatti, più o meno leciti, non sono gli stessi che usa la MAFIA? E perché i moltissimi che sanno non hanno il coraggio di denunciare pubblicamente tanti abusi? Noi continueremo a parlarne e a dire:“a casa, in macchina, in ufficio non ascoltate le radio dei network, per favore. Se vogliamo veramente cambiare qualche cosa, cominciamo da noi stessi, dalle nostre piccole azioni “.
(fonte: Idea Suono Immagine)

Ora, letto quanto sopra gli scettici, quelli che non ci credevano apriranno  gli occhi? O tutto sommato preferiranno tenerli chiusi  perchè in fondo il loro cantante preferito passa in radio e in televisione  e i giornilisti (tutti assoldati) si sperticano in lodi?