The Voice

RAI2: THE VOICE OF ITALY Sfida finale. Special Coach Francesca Michielin – Superospiti internazionali: gli One Republic e Jain


Tanya Borgese (di Polistena, RC – Team Carrà), Charles Kablan (ivoriano, vive a Seriate, BG – Team Killa), Alice Paba(di Tolfa, RM – Team Dolcenera), Elya  Zamboloin (di Monselice, PD – Team Pezzali): sono le quattro Voci protagoniste dell’ultima e decisiva puntata di “The Voice of Italy”, in onda lunedì 23 maggio alle 21.15 su Rai2. Raffaella Carrà, Dolcenera, Emis Killa e Max Pezzali affrontano l’ultimo appuntamento, condotto da Federico Russo, ciascuno con il proprio Talento arrivato in finale e si daranno battaglia per portarlo alla vittoria.I quattro finalisti, accompagnati come sempre dalla band dal vivo, proporranno per la prima volta anche i loro brani inediti.
La Special Coach Francesca Michielin torna a “The Voice” dopo l’esperienza dell’Eurovision Song Contest 2016 e duetterà insieme ai ragazzi due dei suoi successi “Nessun grado di separazione” e “ L’amore non esiste”.
Super ospiti internazionali dello Studio 2000 del Centro di Produzione Tv Rai di Milano sono gli One Republic, lo straordinario gruppo statunitense guidato dal frontman Ryan Tedder, che tornano in Italia con il nuovo singolo “Wherever I Go” e Jain la cantautrice francese fenomeno pop del momento che sta spopolando con il suo singolo “Come” e lo proporrà durante la serata.
Sarà solo il pubblico da casa, attraverso il televoto (894.001 da telefono fisso e 475.475.0 da telefono mobile), a decretare il vincitore di “The Voice of Italy” che si aggiudicherà un contratto di esclusiva discografica con Universal Music Italia.
Il sistema di Televoto: dopo l’esibizione dei 4 finalisti, sarà comunicato lo “stop” al televoto, aperto in precedenza al termine della semifinale. I tre più votati passeranno alla fase successiva. Il meno votato sarà eliminato. I tre Talenti ancora in gara saranno giudicati dal pubblico attraverso una nuova sessione di televoto a cui verranno sommati i voti ottenuti nella precedente votazione: il meno votato sarà eliminato mentre i primi due passeranno alla fase successiva e si giocheranno la vittoria. Il televoto, a cui verranno sommati gli esiti dei precedenti, decreterà il vincitore di “The Voice of Italy 2016”.
In caso di ex-aequo: Qualora ricorra un ex-aequo, a seguito della somma dei risultati del Televoto, passerà alla fase successiva il Talento che avrà conseguito il maggior numero di televoti nell’ultima sessione di votazione realizzata. In caso di ulteriore persistenza di ex-aequo verrà aperta una nuova sessione di votazione limitata ai Talenti che hanno ottenuto lo stesso risultato: passerà il Talento più votato e non si terrà conto dei televoti di questa specifica sessione nel prosieguo della gara.
Durante la trasmissione Angelina interagirà con lo studio dalla web room dando voce agli utenti dei social che commenteranno in diretta.
Sui social il talent è attivo su Facebook /thevoiceufficiale; Twitter @THEVOICE_ITALY con gli hashtag #tvoi e per le squadre #teamcarrà, #teamdolcenera, #teampezzali, #teamkilla; lnstagram thevoice_italy; Vine @thevoice_italy e Snapchat TVOI.
Dagli studi di Rai Radio2, radio ufficiale di “The Voice of ltaly”, inoltre, Carolina di Domenico, Pierluigi Ferrantini e Antonello Piroso, come sempre, commenteranno il programma insieme ad un team di blogger, critici musicali e addetti ai lavori. Su Radio2 Social Club, dal lunedì al venerdì dalle 10.35, infine, è possibile riascoltare dal vivo alcuni dei Talenti in gara.
Redazione

RAI2: THE VOICE I primi otto talenti che accedono ai live


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Duelli fino all’ultima nota e grandi emozioni nel primo appuntamento dei Knockout di “The Voice of Italy”, in onda ieri sera su Rai2 e condotto da Federico Russo che è stato seguito da 2 milioni 190 mila spettatori con uno share pari al 9.6 per cento. Non sono state scelte facili per Raffaella Carrà, Dolcenera, Emis Killa e Max Pezzali che hanno seguito e incoraggiato i propri talenti per tutto il percorso di “The Voice of Italy”. Nella puntata di ieri, dopo averli fatti duellare hanno dovuto rinunciare ad alcuni di loro: su 16 talenti che si sono esibiti, 8 passano all’ultima fase. Accedono ai Live:
TEAM CARRÀ: Samuel Pietrasanta (Catania) con “Losing my religion” dei R.E.M.; Sorelle Baccaglini (Villanova del Ghebbo, RO) con “Roma Bangkok” di Baby K feat. Giusy Ferreri
TEAM DOLCENERA: Giorgia Alò (di Londra, nata a Roma) con ”Fast car” di Tracy Chapman; Edith Brinca (di Iasi, Romania, vive a Verbania) con “Skinny love” di Bon Iver
TEAM KILLA: Giuliana Ferraz (Bollate, MI) con “Bang bang” di Nancy Sinatra; Charles Kablan (ivoriano, vive a Seriate, BG) con “Lay me down” Di Sam Smith
TEAM PEZZALI: Elya Zambolin (Monselice, PD) con “Per me è importante” dei Tiromancino; iWolf (Cristina De Vita e Michele Bonfitto, Foggia) con “Rock ‘N’ Roll Robot” di Alberto Camerini
La sfida decisiva per i Live si accenderà nell’ultimo Knockout di mercoledì 27 aprile, restano solo 8 posti per i Talenti che vogliono coronare il proprio sogno.
Durante la puntata Angelina ha interagito con il pubblico via web, attraverso il sito ufficiale http://www.thevoiceofitaly.rai.it.
Sui social il programma è attivo su Facebook /thevoiceufficiale; Twitter @THEVOICE_ITALY con gli hashtag #tvoi e per le squadre #teamcarrà, #teamdolcenera, #teampezzali, #teamkilla; lnstagram thevoice_italy; Vine @thevoice_italy e Snapchat TVOI.
Dagli studi di Rai Radio2, radio ufficiale di “The Voice of ltaly”, Carolina di Domenico, Pierluigi Ferrantini e Antonello Piroso, hanno commentato il programma insieme ad un team di blogger, critici musicali e addetti ai lavori.
Inoltre, su Radio2 Social Club, dal lunedì al venerdì dalle 10.35, è possibile riascoltare dal vivo alcuni dei talenti in gara
Redazione

NON MI LIBERO DI TE IL SINGOLO DI MATTEO CATENAZZI COMUNICATO STAMPA


“NON MI LIBERO DI TE ”  il singolo di Matteo Catenazzi 

Un esordio radiofonico per Matteo Catenazzi con il singolo “Non mi libero di te”

Ghiro Records

 

Nel  tradizionale pop italiano , testo libero e spontaneo semplice e diretto, melodiaefficace che resta in testa fin dai primi giri. Questo è “Non mi libero di te  il singolo  di Matteo Catenazzi  proposto alle radio e al pubblico  ascoltatore .

Il tema è quello dell’amore , il piacere, il prendere e accettare una svolta per un sentimento incondizionato e travolgente  per la “tua donna..” “ Con te mi sento bene, sai di buono,sai di pane e di terra sai di tutto quel che c’è” . Una importante metafora: scegliere di cambiare la vita.  Un pezzo tirato nella perfetta scia del cantautorato pop  da cui viene fuori  con tutta la passione  possibile un  giusto sound.

Matteo Catenazzi entra a far parte di diritto nella famiglia della musica leggera italiana in chiave moderna con una canzone “colorata a pastelli” e di facile fruibilità in cui tanti possono riconoscersi e per questo apprezzarla fino in fondo .

Come tanti anche Matteo vuole fortemente fare questo mestiere e come tutti quelli che veramente lo desiderano affronta  con sacrifici e passione tutto ciò che può farlo conoscere e dargli lo slancio per intraprendere questa difficile professione.

L’esperienza decennale con le band, le serate nei club, i tentativi  alle selezioni di Amici, X Factor , The Voice, le partecipazioni a festival e concorsi rappresentano quella gavetta dura ma necessaria per tentare di raggiungere l’obbiettivo. Ed ora ancora tanto lavoro e con una spinta ad una nuova porta  , quella  della Ghiro Records, sempre attenta alla qualità delle  nuove realtà,  si propone   con questo  singolo  “Non mi libero di te” …

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Piero Pelù esce con “Identikit” anticipato dal singolo “Mille uragani”.


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Piero Pelù, frontman dei Litfiba e giudice di The Voice, dopo la pausa annunciata dei Litfiba, ritorna con un album che raccoglie i suoi successi, Identik  (TEG/Sony Music) che sarà pubblicato il 19 novembre 2013. Il disco sarà anticipato dal singolo Mille Uragani in radio da venerdì. Ecco come il rocker descrive il singolo appena rivelato::

“MILLE URAGANI” è una song molto particolare che musicalmente mi evoca qualcosa della pre new wave bowiana berlinese ma che poi sconfina in parti quasi dark metal e hard southern rock, le chitarre di Fede Poggipollini ci danno dentro senza se e senza ma, anche il basso di Ciccio Licausi (ex Negrita) martella e trascina come un ossesso, spaziano le tastiere di Megahertz (Morgan) e ci dà dentro come un’anguilla rock il grande Luca Martelli che tanti di voi già conoscono e amano, alcuni interventi di chitarre sono anche di Saverio Lanza già mio compagno di viaggio ai tempi di “In faccia”. Il testo parla di una storia d’amore poetica e contrastata, una storia che resiste a tutte le tempeste che la aggrediscono e che prende forza proprio dalle difficoltà che la circondano: a modo mio questa song è un inno alla vita e mi son pure permesso di citare nel testo il grande mio concittadino esiliato Dante nel quinto canto dell’Inferno”

Due gli inediti presenti nel greatest hits (“Mille Uragani” e “Sto Rock”) e versioni aggiornate di suoi altre note hit. Questa la tracklist ufficiale:

“Mille Uragani” (inedito)
“Sto Rock” (inedito)
“Bomba Boomerang” (2013 version)
“Bene Bene Male Male”
“Io Ci Sarò”
“Lentezza”
“Prendimi Così”
“Nel mio mondo”
“Occhi”
“Sorella notte”
“Dea musica”
“Velo”
“Tribù”
“Viaggio”
“Fiorirà”
“Mamma Ma-Donna”
“Tutti Fenomeni” (2013 version)
“Pugni Chiusi”
“Il Mio Nome E’ Mai Più” (2008 version)
“Toro Loco” (2013 version)

Talent show troppo uguali: La Cina pone un limite in tv!


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Stop della Cina al proliferare dei Talent Show musicali. L’autorità di controllo dei media porrà un limite al numero e alle ore di trasmissione dei concorsi canori televisivi giudicati eccessivamente standardizzati e promotori di modelli di comportamento troppo sganciati dalla realtà.  Secondo quanto riporta Billboard l’iniziativa è stata presa dall’Amministrazione Generale di Stato per la Stampa, le Pubblicazioni, la Radio, il Cinema e la Televisione, con un comunicato in cui si spiegano i motivi della decisione : in modo da evitare l’ “uniformità” e da sollecitare “l’incoraggiamento e l’assistenza a programmi televisivi originali più vicini alla realtà, alla vita e alle masse”

Al momento risultano essere sette i talent show in onda nel Paese, incluse le versioni locali dei format internazionali The Voice  e Idol e un equivalente di XFactor che ha esordito nel mese di giugno. In seguito all’intervento dell’autorità statale è già stata interrotta la produzione di tre show similari mentre altri due progetti già in fase di lavorazione verranno posticipati per evitare il picco estivo; i palinsesti subiranno inoltre dei ritocchi per evitare doppioni e confronti diretti.

[Fonte: Rockol.it]

Timothy Cavicchini semifinalista di The Voice: Mi auguro che il pubblico non si fermi solo all’aspetto fisico”


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Nel quarto Live di The Voice 2013, Timothy Cavicchini  il “pupillo” di Pelù è tra gli otto semifinalisti che il prossimo giovedì si conquisteranno la finale. Per lui l’aspetto fisico sembrerebbe quasi una preoccupazione, infatti nell’intervista prima dello show ha dichiarato: “Mi auguro che il pubblico da casa intuisca che ho qualcosa da dire e che non si fermi solo all’aspetto fisico”. Timothy ha cantato A che ora è la fine del mondo di Luciano Ligabue, ricordando vagamente l’originale, ma  è riuscito ad emozionare il suo coach, Piero Pelù . Lasciando da parte una certa diffidenza che il ragazzo può ispirare proprio per l’aspetto fisico  di “bello e dannato”, che ben si adatterebbe al “trono” di Uomini e Donne,   bisogna riconoscergli  grinta canora, energia, presenza scenica, condite da una buona dose di   sex appeal  col quale riesce, meglio di altri, a coinvolgere il pubblico. Curioso constatare che, nonostante l’aria da mascalzoncello, come dichiarato in una recente intervista a Vanity Fair, non ha mai fatto uso di droghe nè si è mai ubriacato, ma…  fa tanto sesso,  adesso,   solo con la sua Angela, con cui è fidanzato da due anni…Pure fedele pertanto,  è proprio vero che l’apparenza inganna! Che dite ?

Ecco  gli otto semifinalisti al completo che vedremo Giovedì 23 maggio contendersi a The Voice, la finale :

Team Pelù: Timothy Cavicchini scelto dal pubblico da casa e Francesco Guasti dal coach.

Team Noemi:  Silvia Capasso scelta dal pubblico da casa e Giuseppe Scianna dalla   coach.

Team Carrà: Veronica De Simone scelta dal pubblico da casa e Manuel Foresta dalla   coach .

Team Riccardo Cocciante: Elhaida Dani scelta dal pubblico da casa. Mattia Lever, dal coach

The Voice 2013: Timothy Cavicchini: Il mondo musicale ha fame di uomo.


 

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Un passato da modello , 28 anni, voce graffiante, bella presenza, fidanzato e con un matrimonio alle spalle durato 5 anni.

Timothy è uno dei favoriti alla vittoria di The Voice 2013, in un’intervista su Vanity Fair s racconta: “Mi hanno cercato loro. Hanno preso solo professionisti, mica come a X Factor dove vedi gente che magari lavora in banca e a 40 anni si sveglia con l’idea di fare il cantante; con tutto il rispetto io penso che la musica meriti di farla chi ha in testa quello fin da piccolo e è andato contro tutto e tutti pur di riuscire”.

Pare non abbia particolare fiducia nei talent e sulla rivista continua: “Sono troppo scettico sui talent perchè ti fanno firmare contratti troppo vincolanti e io non posso e io non posso smettere di suonare con la band: con la musica ci mangio. Ho accettato perchè mi hanno lasciato libero; non viviamo chiusi in un loft e tra noi c’è anche meno competizione, che si vinca o si venga buttati fuori cantare resta il nostro lavoro”.

Sulla sua probabile vittoria a The Voice a Vanity Fair racconta: “Di donne brave ce ne sono già tante, il mondo musicale ha fame di uomo. Anche perchè quelli emersi di recente – penso a Mengoni – non hanno la classica voce maschile”.

Fa parte della  squadra di Piero Pelù, che ha scelto senza esitazione; passare alla Battle significherebbe andare alle sessioni finali (I live) dell’edizione del programma e poi, magari, anche vincere e firmare un contratto con la Universal. Staremo a vedere….

THE VOICE” seconda fase “The battle”: QUALCHE OMBRA SULLE ELIMINAZIONI?


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[Articolo a cura di Fede]

Il seguitissimo “show” di Raidue, “The Voice” è ormai entrato nel vivo, come si suol dire, alla prima fase di “blind auditions”, ossia le audizioni “al buio” dei concorrenti, è appena succeduta quella, molto più cruenta, in cui i prescelti si giocano il tutto per tutto, di “the battle”, che prevede, nello studio, un “ring” che delimita una ristretta area del palcoscenico, all’interno di cui si devono misurare a coppie in una specie di “duello-duetto” sul medesimo brano musicale, del quale interpretano alternativamente dei brevi passaggi e congiuntamente qualche ritornello, il tempo a disposizione scarseggia e in qualche minuto si deve dimostrare bellicosità, determinazione e capacità di imporsi a giudici e pubblico. Ed è arrivata, puntuale come in tante altre occasioni similari, la polemica, rimbalzata, poi immediatamente sui “blogs”, innescata da un concorrente della squadra di Raffaella Carrà, Daniele Vit, che ha dissentito recisamente sulle ragioni addotte dalla sua “coach” a giustificazione della sua esclusione, avendolo giudicato meno “padrone” del pezzo “Di questo diavolo di –Marroon 5-“ che non il suo sfidante, la replica del ragazzo è stata subitanea “Posso risponderti Raffaella? Tu hai fatto a priori all’inizio, quando mi hai preso alle blind, una scelta. Mi hai preso per determinate motivazioni. E me l’hai detto. Cioè che io avevo cantato un pezzo di Eros e l’avevo cantato a mio modo. Io ho cantato un pezzo di Maroon 5 non come i Maroon 5. Ho provato a cantarla a mio modo. Non posso sentirmi dire. Lui era più dentro ai Maroon 5”. Sarebbe finita qui se un articolista di “Tv-Blog” non ci avesse montato un vero e proprio caso, insinuando che forse la trasmissione non sia così “trasparente” e cristallina come si è proposta dal primo istante, ma che addirittura si sarebbe barato, adottando espedienti truffaldini, come abbassare il volume del microfono di Daniele, per ridimensionare la potenza della sua voce. Certo, esistono dei clamorosi precedenti, meglio non frugare troppo accuratamente nell’archivio storico dei “talent” perché ne balzerebbe fuori tutto un corredo scomodo di “magagne” quali manipolazioni di voti, alterazioni di risultati, favoritismi, artifici di montaggio per dare luogo a  determinati effetti, commissioni giudicatrici parzialissime e concorrenti penalizzati con ogni sorta di scorrettezze, ma non è generalizzabile sempre. In fondo conta anche ciò che il telespettatore percepisce da casa, a lui spetta l’ultima parola e riguardo agli esiti delle “tenzoni” di “The Voice” in molti casi ci si potrebbe anche trovare sulla stessa linea di pensiero dei giudici, a sintetizzare lo spirito di questa seconda fase della gara è stato il “preparatore” di una delle squadre, Piero Pelù, il quale ha detto senza mezzi termini che gli aspiranti alla promozione al “live” successivo che si scontrano, dovranno dimostrare di possedere “Las huevas” (sì, come dire, in spagnolo, gli “attributi”) per prevalere, perché c’è il confronto e se in prima battuta, nelle “blind” contava solo la voce, ora si considera l’esibizione nel suo complesso, includendo la capacità di stare sul palcoscenico, l’originalità, la capacità di farsi ascoltare. A ben vedere, i personaggi su cui si è abbattuta la scure dell’eliminazione, non hanno stupito più di tanto, fra di loro c’è stato l’omaccione sulle 300 libbre

con accenti sorprendentemente alla Joe Cocker, quanto impacciato e improponibile sulla scena, la ragazza dalla loquela inarrestabile anche laddove non richiesto, autentico “clone” di Emma in versione castana, i cui atteggiamenti grossolani, pur indossando un impalpabile abito di “voile” con spacco inguinale, le conferivano la stessa grazia di un conducente di autotreno, il suo dimenarsi non è piaciuto e puntuale da parte sua, non è mancata la “scena-madre”, con pianti a dirotto e parenti, ripresi dietro le quinte, che levavano le braccia al cielo, Cocciante, impietosito, l’ha invitata a presentarsi ai provini per i suoi spettacoli; dispiace, invece, che sia stata esclusa una ragazza che nelle qualificazioni aveva interpretato superbamente Adele, purtroppo non aveva la timbrica vocale per Tina Turner, comunque dal pubblico in sala si sono levate sonore proteste.

Ritornando a Daniele Vit, non si sa se qualcuno lo rimpiangerà, certo è che la sua voce, seppur tonante, non è di quelle che non si dimenticano e anche la sua immagine è tendente al grottesco, acconciato con una specie di cannolo gigante piazzato al centro della testa, ha continuato a saltellare durante tutta l’esibizione, non si è capito bene cosa stesse facendo, forse “step” in palestra, sicuramente non ciò che ci voleva per fargli superare il turno, d’altra parte risulta “agli atti” che non è nuovo a mancate ammissioni ad altri “talent”.

Per quanto riguarda la Carrà, è stata rimproverata da più parti di “buonismo”, per essere sempre la prima a consolare i partecipanti che abbandonano definitivamente la gara e anche quella che li premia ogni volta con le sue esclamazioni estasiate “Sei stato/a favoloooooooso/a” ed è la più prodiga di effusioni con tutti, ma riesce difficile considerarla una persona capace di giocare sporco al fine di tarpare le ali a qualcuno, fa fede una lunga carriera in cui ha saputo generalmente mantenersi “super partes” e soprattutto in “The Voice” non è ricollegabile a interessi personali di nessuna natura nella scelta dei concorrenti da privilegiare, quindi, per il momento, per dirla con la celebre battuta della Maionchi, anche se volta “in positivo”, Raffaella “Per me è … sì”, naturalmente “rivedibile”, come sempre, in questi casi.

Tuttavia è  notizia dell’ultim’ora, già ribattuta in rete,  la smentita categorica  del cantante Daniele Vit sulle sue dichiarazioni in merito al “difetto” del microfono (volume più basso). Pare infatti che il cantante non sia interessato a cavalcare ulteriormente la polemica, anzi vorrebbe collaborare molto presto proprio con la Carrà. Questo è stato il suo appello alla Raffa Nazionale:

Signora Carrà, visto che abbiamo discusso, facciamo pace, inventiamoci qualcosa insieme, io aspetto di duettare con lei come mi ha promesso, le propongo una bella canzone insieme e ci togliamo il pensiero.

Non resta che attendere la risposta della Carrà che, al momento dell’eliminazione, a Daniele disse:

Sono sicura che un giorno o l’altro, non so ne come ne dove, ma ti prometto che ci ritroveremo da qualche parte.

Debutta “The Voice” talent “anti-Amici di Maria De Filippi”


 

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[Articolo a cura di Fede]

Avvio promettente per il nuovo “talent” di Raidue “The Voice” con  uno “share” del 12,34%, salito al 15% nell’ultimo segmento, nonostante il debutto in una serata difficile come il giovedì e una contro programmazione dei maggiori competitor quali la seguitissima “fiction” di Raiuno “Che Dio ci aiuti”, un film da record di incassi Bisio-Siano di Canale5 che e infine “Servizio Pubblico” di Santoro sulla 7.

Lanciato senza debordante strepito o profusione di aggettivi magniloquenti da parte della stampa e della tv, ma con una promozione mediatica giocata piuttosto sull’attesa di un prodotto autenticamente innovativo e capace di “scardinare” gli schemi ormai logori e ripetitivi del genere a cui esso appartiene. E le aspettative non sono andate deluse, “The Voice” non ricalca formule trite ritrite a cui il pubblico italiano è ormai abituato,ma si ispira a un “format” ampiamente testato e con notevolissimi consensi, all’estero che ha conquistato la Raffaella nazionale, che, per questo,  ha pensato, di portarlo in Italia.

Scenografia minimalista eccezion fatta per le poltroncine girevoli dei giudici, molto “futuribili” nel “design” e che ricordano vagamente quelle dell’astronave “Enterprise” di “Star Trek, e una gigantesca mano che impugna il gelato di un microfono quale simbolo e autentica griffe della trasmissione e il pubblico “silenzioso” inquadrato in lontananza, dal quale provengono gli applausi, ma nessun vocio di sottofondo, del tutto banditi gli schiamazzi che invece trionfano nelle riserve del “trash”.

Uno spettacolo ben congegnato, dotato di ritmo, appassionante, incalzante e vivace, mai pesante, costruito attorno a una squadra di professionisti di prim’ordine per competenza ed esperienza sul campo, da Raffaella Carrà a Cocciante, a Pelù e Noemi, quattro giudici “atipici”, affiatatissimi, in armonia pure quando si è trattato di “contendersi” i concorrenti, ai quali spettava, novità assoluta, la scelta del “tutor”. In stile completamente contrapposto ad altri talent, uno su tutti in particolare, senza bisogno di nominarlo, in cui gli insegnanti,  in guisa di “stupide galline che si azzuffano” (ndr la citazione è presa in prestito da “Bandiera Bianca” di Battiato) hanno sempre dato un’immagine di sé assai poco credibile e sicuramente non esemplare.

La vera “rivelazione” della trasmissione è stato il “coach” metallaro pluritatuato e palestrato Piero Pelù, una sorgente inesauribile di battute irresistibili, di una simpatia travolgente che ha sorpreso un po’ tutti, che con il suo fare persuasivo da diavolo tentatore è riuscito a “inforcare” e accaparrarsi i candidati, almeno, sulla carta, più grintosi e a lui affini. La carrellata di personaggi inediti, o quasi, visto che uno di loro è già stato a Sanremo, ha visto scorrere, complessivamente, delle belle voci generalmente intonate, qualche timbro interessante, qualche copia-carbone di artisti affermati, scartata da subito, qualche sfumatura “bisex” che ha completamente portato fuori strada, nel corso delle “blind audition” nello specifico, Noemi, comunque, “se son rose, fioriranno” nel corso della prossima gara vera e propria.

I giudici si sono distinti anche nel  trattamento riservato ai partecipanti, in particolare quelli che non sono risultati fra i prescelti, nessun  ha infierito su di loro, né li ha sottoposti all’umiliazione di commenti mortificanti, scoraggianti o derisori, ben lontani dallo stile e dal compartamento di altri ben noti giudici su altre reti, in altre atmosfere dove il buon gusto, in genere, non alligna; Raffaella Carrà stessa spiega in un’intervista i motivi della linea “sobria” perseguita dalla trasmissione (da “Nuovo” n. 10 14/03/2013) e sottolinea la “Responsabilità nei confronti dei ragazzi e delle ragazze che concorrono a –The Voice-“ e prosegue “E’una gioia dare possibilità ai giovani. E’vero che molti di loro andranno a casa, ma voglio che sentano che non hanno perso tempo e che il passaggio a –The Voice- non è stato inutile. Se vanno via con questo pensiero, è positivo perché capiranno che devono ancora migliorare. Come sempre”. E intanto sul Web fioccano i commenti a migliaia sulla trasmissione e sono in massima parte entusiastici. Che “The Voice” rappresenti una svolta nella concezione del “talent show” e sia riuscito a colpire nel segno?

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