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“Propaganda”di Zoro su La7 a rischio di chiusura per i bassi ascolti.


cairoSe è vero che a RaiUno il calo di ascolti  su programmi per i quali erano alte le aspettative, come la nuova Domenica In condotta dalle sorelle Parodi (che continua a scendere )  e Che tempo che fa condotto da Fabio Fazio (per il quale il Codacons ha chiesto addirittura la chiusura del programma e la risoluzione del contratto col conduttore) non preoccupano – al punto tale che la Presidente della Rai, Monica  Maggioni,  durante l’audizione in commissione di Vigilanza – ha dichiarato:  Il crollo della Rai? Al momento non pervenuto” e poi ancora testualmente: “Fazio? Per tenerci ai numeri, in media, in quattro puntate ha fatto il 18,6%, più lo 0,5% rispetto alle stesse domeniche di un anno fa. Volete chiamarlo disastro? Però ha fatto più 0,5%. Non leggo il flop nei numeri. La Rai non è al tracollo e questo non è un flop”. E il Codacons, che ha chiesto la chiusura del programma e la risoluzione del contratto del conduttore, dovrà mettersi l’anima in pace.“

Agli ascolti pare tenerci (e tanto) invece Urbano Cairo. Il Patron” di La7  preoccupato dell’auditel di Propaganda Live– il programma di “satira militante” come definito da  Diego Bianchi alias Zoro che si è trasferito da Raitre a La7 – non va oltre il 2,6% di share motivo per cui Cairo avrebbe paventato l’intenzione al nuovo direttore della rete: “o risolleva gli ascolti nel giro di due puntate oppure chiudono prima di Natale“.

Redazione 

 

MASSIMO GILETTI PORTERA’ L’ARENA A LA7 “«…NON HO MAI AVUTO PADRONI, LA MIA FORZA È SEMPRE STATA QUELLA DI ESSERE SUPER PARTES»


giletti cairo

Massimo Giletti dopo un lungo riflettere ha deciso e  per i prossimi due anni farà parte della squadra di La7,  l’emittente di Urbano Cairo, che ha dato la notizia ufficiale dell’accordo: “A Giletti, ideatore e conduttore di numerosi format d’informazione e trasmissioni di successo, sarà affidato un programma già a partire dall’autunno“.

Il conduttore ha fatto la sua scelta a seguito della brusca chiusura del suo programma leader della domenica pomeriggio di RaiUno fin dal 2005. Giletti volta quindi pagina non senza rammarico e commenta: «Sì… Ieri, martedì, è stato inevitabile uscire dalla Rai e provare tristezza. Anzi, molta amarezza perché Viale Mazzini è casa mia. Sono passato davanti al cavallo coperto dalle impalcature per i restauri e mi è rivenuta in mente una scena di trent’anni fa. Il mio primo appuntamento fu con Giovanni Minoli, devo a lui il mio approdo alla Rai. Era per le 11, arrivai alle 10 in giacca e cravatta. Guardai quel cavallo a lungo, appena arrivato da Torino. Ricordo benissimo i sogni, le speranze, i progetti. Non avrei mai pensato che nel 2017 mi sarei ritrovato nelle condizioni di dover lasciare quel posto così pieno di significati per me» e poi : Rifarò L’Arena. La mia Arena… Qualcuno sperava che non andasse più in onda perché, dicono, dava molto fastidio. Ma L’Arena è la mia creatura professionale, l’ho fatta nascere, l’ho modellata. Ho scelto La7 perché ho capito che era lì la strada per dare continuità a questa esperienza». E al giornalista del Corriere della Sera che gli chiede perché la Rai non l’ha messo nelle condizioni di rifare «L’Arena» Risponde:
«Evidentemente il direttore generale, che ha la piena libertà di scegliere la propria linea editoriale, ha ritenuto che il successo di un programma seguito da quattro milioni di spettatori, con oltre il 22% di share dalle 14 alle 15, non bastasse per essere riconfermato. Evidentemente L’Arena è un programma scomodo».

Redazione