weinstein

MIRIAN TREVISAN SI SCHIERA CON ASIA ARGENTO: … mi hanno detto: “hai potenzialità (dicevano bellezza ma intendevano la f@@a) e non la sfrutti, sei un pazza”…


Il caso “Bob” Weintein ha aperto il vaso di Pandora e se da una parte alcuni del mondo dello spettacolo si schierano contro Asia Argento rea di aver denunciato “fuori tempo” la “violenza” subita dal regista (e poi in seguito anche da altri in Italia ndr), cercando di sminuire una “pratica” del sistema dello showbiz comunque facilmente intuibile e racchiusa nella voce “compromessi” di cui quel sistema è notoriamente pregno, Miriana Trevisan, ex ragazza di Non è la Rai ed ex velina di Striscia la Notizia, ricollegandosi al caso del regista americano, dà ragione ad Asia Argento e confessa amaramente che anche in Italia vige lo stesso, sporco sistema e lo spiega in un lungo articolo su Linkiesta.

Basta un articolo e le parole diventano fuoco e ti svegli una mattina con il sapore amaro in bocca e la consapevolezza che quello stesso attacco l’hai subito anche tu. E non solo tu. Il problema è che, quando accade, non lo riconosci perché è invisibile mentre sei convinta di essere stata tu, l’invisibile”.

E poi: “Forse perché scappare, imparare a essere trasparente, fare silenzio o avere un milione di dubbi e di incertezze pensi che ti possa aiutare. E se poi cerchi la perfezione fuori da te stessa ti specchi in persone talmente abituate a convivere con atteggiamenti di sottomissione e maschilismo tanto da considerarla una consuetudine: finisci tu per diventare l’inconsueta”. 

Compi le tue scelte e rischi di impazzire da sola nella tua stanza, nella confusione che forse “deve essere davvero così” e che non sei adatta o non sei all’altezza e non hai bisogno di addormentarti il cervello (e la coscienza) con droghe o alcool: ti ripeti “datti da fare, studia, cerca di parlare l’italiano correttamente, impara a cantare e sfilare e recitare ma per favore non perderti nella confusione”. Invece in certi ambienti in confusione ci vai, eccome. A vent’anni, da sola, con un po’ di bulimia, un po’ di anoressia, qualche libro di filosofia. Chissà se sono salva. Ti dici: dai, sono salva. Poi arriva l’anziana cialtrona truccatrice delle star che mentre ti prepara ti dice “Miriana, tu non capisci, è il mondo che va così”.

E il dubbio ti viene, eccome. E se ti viene reagisci scappando. E se scappi “non fai pubbliche relazioni”, ti dicono.”

“Ti fai le feste ma eviti gli incontri, prendi il taxi per tornare a casa piuttosto di qualche auto di lusso; fai finta di non avere capito di essere stata invitata sullo yacht finché alla fine non ti invitano più davvero. Molte delle mie colleghe negli anni del mio lavoro in televisione mi hanno detto la stessa cosa: “hai potenzialità (dicevano bellezza ma intendevano la figa) e non la sfrutti, sei un pazza”, “ci sono calciatori e produttori che sbavano per te: dopo te la lavi ed è tutto come prima”. Consigli dati come se fossi stata un’aliena. Poi ti succede di uscire da un camerino, dopo un’imbarazzante chiacchierata con un mostro sacro della televisione, e una sua dolce collaboratrice ti dice: “hai ancora il rossetto, non ti vedremo più” e con un sorriso di pena ti congeda”.

Quindi conclude: “E se poi ti fai prendere dall’entusiasmo per una promessa di un ruolo in un film, che quasi ci credi di essere tu, proprio tu, quella giusta per quel personaggio, poi  “dobbiamo parlarne più intensamente nel mio albergo, ho una suite”, ti dice il regista italiano osannato nel mondo. E tu ancora provi a convincerti: che male c’è, io sono la prescelta, devo solo studiare e studiare, dare arte in forma di bellezza, che ci vuole. E invece no. È tutto un buio di parole, parole buie, che entrano solo in vicoli bui. Lo spiraglio, per alcuni di loro, l’unico spiraglio è la figa. Mi proponevano anche la soluzione: il fidanzato giusto, dicevano. Ma il chiodo per me è stato sempre troppo stretto, io scivolo come sapone di Marsiglia. Io, l’aliena, ho pensato che lui mi dovesse piacere, che dovesse profumare di pulito”. 

 “Quando vai avanti così inevitabilmente ti isoli. Come un chiodo, sì, ma l’unico di una parete vuota, immensa. Una parete che qualcuno chiama arte ma io ne ho dipinta una mia, piena d’amore, che chiamo dignità”.

Redazione

Asia Argento querela “Libero” per un articolo che titola: “Prima la danno via poi frignano e fingono di pentirsi”


Il giornalista di Libero ci è andato giù duro titolando un articolo sulla polemica  nata dal  caso  “Harvey Weinstein”:  Prima la danno via poi frignano e fingono di pentirsi“. Ma Asia Argento, una delle vittime del famoso regista,  non ci sta e querela la testata giornalistica Libero.

Scrive il giornalista:

“E siamo a Weinstein. Indifendibile, come ha detto George Clooney. Ma perché allora sarebbero difendibili le donne che hanno accettato il prezzo dello scambio? Perché lui era ricco, forte, e loro deboli e sole?” “Non diciamo sciocchezze, il produttore della filibusta aveva un contratto che esse desideravano”.

Asia Argento ha anticipato così la querela annunciata dal social network prima con alcuni  hastag (“#porci”, “#complici”, “#estremadestra”, “#patriarcato”),   e poi  più nel dettaglio:

“In merito all’articolo apparso oggi sul quotidiano Libero, in cui le vittime di ricatto e violenza sessuale (tra cui io) sono qualificate come prostitute, rendo noto di aver mandato al mio legale di sporgere querela contro i responsabili. L’offesa e l’umiliazione alla mia reputazione professionale e alla mia dignità di donna sono troppo gravi per essere tollerate”.

Il caso Weinstein  sollevato dall’attrice Ashley Judd ha messo il mondo del cinema americano (ma non solo) sotto accusa portando alla luce una realtà spesso  “sommersa” che ha diviso l’opinione pubblica nello stesso ambiente. Asia Argento che si è aggiunta alle denuncie delle colleghe d’oltreoceano spinta verosimilmente da  uno spirito di solidarietà verso le malcapitate ora viene  criticata per non aver parlato prima.

Asia alle critiche ha risposto così:

Redazione