film

CS_”Pelè”


Mercoledì 21 settembre, in prima serata su Canale 5, appuntamento con “Pelè”, film biografico del 2016 scritto e diretto dai fratelli Jeff e Michael Zimbalist, incentrato sulla vita dell’ex fuoriclasse brasiliano.

La storia del calciatore Edson Arantes do Nascimento, divenuto celebre in tutto il mondo come Pelé, dall’infanzia difficile nelle favelas di San Paolo fino alla vittoria ai mondiali del 1958.

LO SAPEVATE CHE:

Nell’adattamento italiano del film, si è deciso di far doppiare il cronista della finale del 1958 da un vero cronista sportivo (trattasi di Bruno Pizzul).

In un cameo del pubblico appare anche Luca Toni.

Seu Jorge, uno degli attori del film, nella vita è in realtà un cantante molto noto di bossanova.

Cast: Kevin de Paula, Leonardo Lima Carvalho e Seu Jorge.

redazione

CS_”Grease”


Martedì 9 agosto, in prima serata, Italia 1 ricorda l’attrice Olivia Newton-John, scomparsa ieri all’età di 73 anni, mandando in onda “Grease”, il musical cult che l’ha resa celebre insieme a John Travolta.

Nel corso delle vacanze estive, Danny ha conosciuto Sandy, una brava ragazza australiana con la quale ha vissuto una profonda storia d’amore. Al rientro a scuola Danny trova con grande sorpresa Sandy, che si è trasferita nella cittadina americana con la famiglia, ma il ragazzo, per far vedere ai suoi amici che è un duro non la calcola lasciando Sandy in lacrime.

LO SAPEVATE CHE:

Inizialmente la parte di John Travolta fu affidata ad Henry Winkler, Fonzie in Happy Days.

La sorella maggiore di John Travolta, Ellen Travolta, appare nel musical nella scena in cui le cameriere del Frozen Palace guardano in tv la diretta del ballo della scuola.

Con un budget di soli 6 milioni di dollari, il film arrivò a incassarne oltre 394 in tutto il mondo.

Cast: John Travolta, Olivia Newton-John, Stockard Channing, Jeff Conaway, Didi Conn

redazione

CS_PINK FLOYD  Il film ”The wall” di Alan Parker, la pellicola più iconica della storia del rock, compie 40 anni


Il 14 luglio del 1982, al Leicester Square Empire Theatre di Londra, veniva presentato il film ”Pink Floyd – The Wall” di Alan Parker, trasposizione cinematografica dell’omonimo concept album della band, datato 1979, che quest’anno compie quarant’anni. “A dire il vero, non avrei mai dovuto fare questo film”, aveva raccontato il regista nelle note stampa che accompagnarono l’uscita della pellicola. Anche se a distanza di anni ha ammesso di esserne “molto orgoglioso”: in un’intervista per Classic Rock, Parker ha aggiunto che “la realizzazione del film era stato un esercizio troppo miserabile per me per ottenere il piacere di guardare indietro”. Gli anni successivi hanno alleviato un po’ la sua sofferenza, ma non hanno mai tinteggiato di rosa i ricordi di quell’esperienza: “Quando vado ai festival cinematografici e mostrano i miei film, includono sempre ”The Wall” e la sala si riempie. Così mi sembra strano dire che ho odiato realizzarlo. Mi sono ammorbidito un po’ e dico che è stato un periodo tormentato, ma altamente creativo. Da non ripetere”, ha commentato Parker.

La causa principale dei suoi tormenti fu l’avere a che fare con due artisti riluttanti al compromesso. Roger Waters e il fumettista Gerald Scarfe avevano creato lo stravagante spettacolo teatrale dedicato all’album e avevano lavorato insieme alle idee per il film, prima che Parker fosse chiamato a dirigerlo. La collaborazione si rivelò altrettanto stressante per Waters, che nel DVD del documentario sul film del 1999, aveva sottolineato che “ci sono stati gravi scontri in termini di stili e filosofia”, e che lui, Scarfe e Parker erano tutti abituati a fare a modo loro e trovavano difficile scendere a compromessi. Una valutazione condivisa appieno da Parker: “Sì, penso che sia vero. Tre megalomani in una stanza; è incredibile che abbiamo ottenuto qualcosa”. In più, a suo parere “era persino impossibile salutare Waters, senza diventare polemico”. Tuttavia, per il regista, un autoproclamato fan dei Pink Floyd fin dai tempi di ”A Saucerful Of Secrets”, l’opportunità di lavorare con il gruppo, è stata interessante. Il regista inglese, già in auge a Hollywood, grazie ad un impressionante numero di film di successo, (tra cui ”Bugsy Malone”, ”Midnight Express” e ”Fame – Saranno famosi”), stava per iniziare le riprese di ”Shoot The Moon” a San Francisco, con Diane Keaton e Albert Finney, quando una conversazione casuale con il dirigente della EMI, Bob Mercer, lo portò a conoscere Waters. “Durante il nostro primo incontro fu subito ovvio che Roger non fosse la tipica rockstar sballata. Quando ci siamo seduti nella sua cucina per parlare della storia del pezzo, mi illustrò l’evoluzione del lavoro, con frammenti di nastri demo originali, che aveva realizzato da solo. Questi erano crudi e arrabbiati: l’urlo primordiale di Roger, che ancora oggi rimane al centro del brano”, ha dichiarato Parker.

In questa fase della sua vita, concentrato sul suo nuovo progetto, Parker non aveva alcuna intenzione di dirigere il film, anche se “Roger era molto persuasivo”. Quando gli fu chiesto, perché pensava che Waters volesse che lo facesse, Parker rispose con incertezza: “Nessuna idea. Forse gli è piaciuto ”Midnight Express”. Dave Gilmour una volta si riferì alla pellicola come al mio ”Dark Side Of The Moon”, e fu molto lusinghiero”. Mentre il regista era a San Francisco per le riprese del suo nuovo film, ricevette una chiamata da Waters che gli proponeva di produrre il film. “L’idea mi piaceva, perché mi permetteva di essere coinvolto in un progetto su cui nutrivo grandi speranze, senza dover sudare il sangue che si butta nella regia”, ha raccontato. Per avere un’idea del compito che l’aspettava, Parker partì per la Germania, con Michael Seresin (suo cameraman di lunga data); voleva vedere i Pink Floyd suonare ”The Wall” dal vivo. “Era impossibile non rimanere impressionati dall’immensità dell’esibizione”, ha ricordato il regista. “Il concerto fu probabilmente più grandioso e ambizioso di quanto in quel genere non fosse mai stato realizzato prima; uno spettacolo gigantesco, infuriato di Punch e Judy”.

Paragonandolo ad un colossale spettacolo di marionette (forse non proprio come Roger Waters vedeva la sua tormentata, alienante storia semi-autobiografica), Parker ne era rimasto chiaramente entusiasta. In particolare era stato colpito dall’inquietante animazione di Scarfe e dall’impatto che la memorabile sequenza che coinvolgeva i fiori copulanti aveva avuto sul pubblico. Parker ha riconosciuto che la potente combinazione della musica dal vivo, l’animazione proiettata sui grandi schermi del trittico e la costruzione del vasto muro che attraversava il palcoscenico “ha creato una sensazione teatrale che sarebbe stato difficile migliorare nei limiti di un normale schermo in una sala cinematografica”, colpito anche dal fatto che “tutto era dominato dal controllo quasi demoniaco di Roger sull’intero progetto. Nel backstage durante i concerti c’erano quattro roulotte in una piazza, una per ogni Floyd. Tre erano rivolte verso l’interno, verso un’area comune per chiacchierare e bere insieme; quella di Roger era rivolta verso l’esterno, con l’ingresso lontano da tutti gli altri”.

Concluse le riprese di ”Shoot The Moon”, Parker tornò a Londra e iniziò a lavorare con Waters e Scarfe allo sviluppo della sceneggiatura dell’autore. “Non era il caso che Rogers scrivesse la storia”, ha dichiarato Parker, “si trattava di approfondire la sua psiche per trovare verità personali; ero più interessato alla finzione cinematografica”. L’intenzione originale era stata quella di includere i filmati dei concerti di ”The Wall”, ma i tentativi di girare cinque live a Earl’s Court si erano rivelati tutti disastrosi. “Michael (Seresy) e Gerry (Scarfe) – ai quali era stata affidata la regia del film – non hanno fatto i registi o addirittura non si sono resi conto di cosa dovessero fare esattamente”, ha osservato Parker. “Per quanto mi riguarda, sono stato piuttosto inutile come regista impotente e ancor meno utile come produttore usurpatore e ho iniziato a fumare a catena per la prima volta nella mia vita”. Di conseguenza, Parker accettò di assumere il ruolo di regista e l’intero concetto della pellicola venne cambiato. L’idea di includere i filmati dei concerti fu abbandonata, così, senza l’apparizione degli altri tre membri dei Pink Floyd – David Gilmour, Richard Wright e Nick Mason – si decise che Waters non dovesse più interpretare il personaggio centrale del film, Pink. Nonostante la sua natura ossessiva, curiosamente non fu difficile per Parker convincerlo a rinunciare al ruolo: “Era abbastanza freddo a riguardo. Non è stupido. Dopotutto non aveva alcuna aspirazione ad essere Laurence Olivier”. Parker era indifferente alla recitazione di Waters, il quale per lui era “più vicino ad Albert Speer che ad Albert Finney”.

Cominciò così la ricerca di un sostituto adatto per il ruolo di Pink; e, colpito dalla performance di Bob Geldof nel video di ”I Don’t Like Mondays” dei Boomtown Rats, il regista si avvicinò al cantante (che confessò di non essere un grande fan dei Pink Floyd), e lo invitò a fare un provino. Parker rimase impressionato dalla prova di recitazione. Si trattava quindi soltanto di ottenere l’approvazione di Waters. In più, temendo che Geldof non fosse in grado di cantare le canzoni, il regista avanzò l’ipotesi che avrebbe potuto semplicemente parlare con la voce di Waters. “Alan convinse Roger che Bob era l’uomo giusto per Pink e che avrebbe dovuto registrare nuovamente le canzoni”, aveva spiegato nel documentario il produttore del film, Alan Marshall. Le riprese iniziarono il 7 settembre 1981, con Parker che lottava per dare un senso alla storia che stava raccontando, scontrandosi al tempo stesso con il suo creatore; e terminarono, dopo 61 lunghe e faticose giornate, 977 scatti, 4.885 ciak e 350.000 metri di pellicola. In più c’erano più di 15 minuti di animazione di Scarfe, con oltre 10.000 disegni. Ci vollero otto mesi per completare il gigantesco lavoro di montaggio e riassumerlo in 99 minuti, prima che “Pink Floyd – The Wall” debuttasse fuori concorso al Festival di Cannes nel 1982. Due camion carichi del sistema di amplificazione per concerti del gruppo furono trasportati dall’Inghilterra per potenziare l’impianto audio del Palais.

Parker ricorda ancora la proiezione come “un’esperienza magnifica”. La combinazione fra il suono assordante e le potenti immagini del film ebbe un grosso impatto sul pubblico del Festival, tra cui alcune celebrità di spicco: “Stephen Spielberg si alzò alla fine e si inchinò educatamente verso di me”, ha raccontato Parker. “Poi si avvicinò al suo vicino, Terry Semel, il direttore dello studio della Warner Brothers, dicendo chiaramente: Che cazzo era quello?”. Una domanda che molti si sono posti nel corso degli anni. “È un miscuglio, un amalgama di idee folli di Roger Waters”, ha aggiunto Parker. “Penso che sia l’unica persona al mondo a sapere di cosa si tratti. Sono sicuro che la maggior parte di noi non lo sappia. Pensavamo tutti che fosse un mucchio di cose vecchie, in realtà. Penso che sia un film interessante, ma penso anche che fosse pretenzioso illudersi di sapere quello che stavamo facendo. Ma forse Roger l’ha fatto. Il resto di noi ha improvvisato tutto, mentre andavamo avanti”. Negli anni, è saltato fuori che anche l’uomo la cui idea originale era alla base di tutto, rimase incerto di fronte al risultato. “Sono confuso”, ha ammesso Waters nel documentario. E dal suo punto di vista il film è “profondamente difettoso, perché non si ride. Sono due ore piuttosto tristi”. Nonostante lo smarrimento e la sofferenza legati al film, Parker oggi ritiene che i suoi aspetti pionieristici abbiano resistito piuttosto bene: “Gli effetti speciali e le tecniche di animazione sarebbero probabilmente più sofisticati al giorno d’oggi, ma nel complesso ”Pink Floyd – The Wall” resiste ancora alla prova del tempo”, ha concluso. (Virgin Radio)

CS_”La scuola più bella del mondo”


Domenica 17 luglio, in prima serata su Retequattro, appuntamento con “La scuola più bella del mondo”, commedia diretta da Luca Miniero.

A causa di un errore, gli studenti di una scalcinata scuola di Acerra vengono mandati in un istituto toscano come ospiti, al posto di un gruppo di bambini africani. Segue una serie di incomprensioni e difficoltà che vengono lentamente appianate nel nome dell’amore.

LO SAPEVATE CHE:

De Sica sul set è ingrassato di ben 9 kg.

Gran parte delle riprese sono state effettuate a Montepulciano (nel film chiamato San Quirico d’Orcia), Bagno Vignoni, a Radicofani e a Pienza.

Luca Miniero ha affermato di aver voluto fortemente le musiche dei 99 Posse perchè il gruppo suonava alla sua Università.

Cast: Christian De Sica, Rocco Papaleo, Angela Finocchiaro e Miriam Leone

CS_ROOM


Domenica 3 luglio, in prima serata su Canale 5 arriva il film “Room” diretto dal regista irlandese Lenny Abrahamson con Brie LarsonMegan ParkWilliam H. MacyJacob Tremblay, Joan AllenSean Bridgers.

Joy, una giovane e affascinante ragazza, viene rapita da uno sconosciuto – un uomo che verrà poi chiamato Old Nick – che, dopo averla rinchiusa in una casa isolata, abusa più volte di lei, lasciandola nel corso di questi rapporti incinta. La storia inizia il giorno del quinto compleanno di Nick, il figlio di Joy, un bambino che non ha mai visto il mondo esterno, costretto a vivere in una fredda baracca insieme a sua madre. Per loro è severamente vietato uscire dalla stanza, la cui porta è chiusa con un codice di sicurezza. Ma Joy non vuole più vivere nella paura e vuole salvare la vita di suo figlio, così architetta un piano ingegnoso. 

LO SAPEVATE CHE…

La pellicola Room è ispirata alla storia vera raccontata nel romanzo di Emma Donoghue ‘Stanza, letto, armadio, specchio’: nella cittadina austriaca di Amsetten avviene un drammatico episodio di cronaca nera, fatto che verrà poi ricordato come il caso Fritzl.
Il film è stato candidato a quattro premi Oscar, tra cui miglior film, vincendone solo uno a favore della miglior attrice protagonista, ovvero Brie Larson.
Brie Larson ha vissuto un mese isolata in camera sua, senza telefono né internet. Lo scopo era sperimentare come si dovesse sentire il suo personaggio durante la prigionia.
Il piccolo attore Jacob Tremblay, che interpreta Jack nel film, in realtà aveva otto anni al tempo delle riprese.

Redazione

CS_”Padrenostro”


Domenica 19 giugno in prima tv su Canale 5 il film “Padrenostro” diretto da Claudio Noce. 

Nel 2020, nella metropolitana di Roma si verifica un blackout. Mentre tutti i passeggeri evacuano la stazione, un uomo si ferma sulle scale a corto di fiato, in preda al panico. Incrocia lo sguardo con un altro uomo e i due sembrano riconoscersi. Nella Roma del 1976, durante gli anni di piombo, la vita del ragazzo di dieci anni Valerio, figlio del commissario Alfonso Le Rose, viene sconvolta quando assiste con la madre Gina all’attentato ai danni di suo padre , funzionario di polizia, da parte di un commando di terroristi. Mentre la madre soccorre il marito, il bambino incrocia lo sguardo con uno degli attentatori, il quale pochi attimi dopo esala l’ultimo respiro.

Lo sapevate che: 
– la pellicola trae ispirazione dall’attentato del 14 dicembre del 1976 al vicequestore Alfonso Noce, padre del regista, da parte dei Nuclei Armati Proletari, in cui persero la vita il poliziotto Prisco Palumbo e il terrorista Martino Zicchitella;
– per il personaggio di Valerio, il regista Claudio Noce si è ispirato a suo fratello, che all’età di 11 anni assistette dal balcone all’attentato al padre;
– il personaggio del regista, che all’epoca dei fatti aveva due anni, era inizialmente presente ma poi è stato rimosso per non complicare ulteriormente la trama.

Cast: Pierfrancesco Favino, Barbara Ronchi, Mattia Geraci, Francesco Gheghi.

CS_”Il traditore”


Il film pluripremiato di Marco Bellocchio con Pierfrancesco Favino

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È Pierfrancesco Favino il protagonista del film drammatico “Il traditore”, per la regia di Marco Bellocchio, in onda mercoledì 25 maggio alle 21.25 su Rai 1.  Nella Sicilia dei primi anni ‘80 è in corso una guerra tra le cosche mafiose per il controllo sul traffico della droga. Il boss Tommaso Buscetta fugge in Brasile per nascondersi e, da lontano, assiste impotente all’omicidio dei suoi due figli e del fratello a Palermo. Dopo l’arresto da parte delle autorità brasiliane, il criminale viene estradato in Italia. Tornato in patria, Buscetta prende una decisione epocale, che permetterà di fare luce sulla struttura interna di cosa nostra, sulle sue regole e sul suo funzionamento: incontrare il magistrato Giovanni Falcone e collaborare con la giustizia. La pellicola, che vede nel cast anche Maria Fernanda Cândido, Fabrizio Ferracane, Luigi Lo Cascio e Fausto Russo Alesi ha ottenuto molti premi. Nel 2019, Nastri D’Argento come Miglior Film, Miglior Regista, Miglior Sceneggiatura, Miglior Attore Protagonista, Miglior Attore non Protagonista, Miglior Montaggio, Miglior Colonna Sonora; e Globo D’Oro come Miglior Film, Miglior Colonna Sonora. Nel 2020 David di Donatello come Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura originale, Miglior attore protagonista, Miglior attore non protagonista, Miglior montatore; e Globo D’Oro come Miglior Fotografia, Miglior Montaggio, Ciak D’Oro Classic, Superciak D’Oro.

CS_”Cinquanta sfumature di rosso”


Martedì 24 maggio, in prima serata su Canale 5, arriva il film “Cinquanta sfumature di rosso” terzo e ultimo capitolo dell’avvincente storia d’amore tra Anastasia e Christian Grey, interpretati rispettivamente da Dakota Johnson e Jamie Dornan.

Il terzo capitolo si apre con le nozze di Anastasia e Christian che però non possono godersi il lieto fine che il fausto evento annuncia. Jack Hyde, l’ex capo di Anastasia, interpretato da Eric Johnson trama vendetta per essere stato licenziato da Christian. Anche Elena Lincoln, che ha il volto del premio Oscar Kim Basinger, torna a mareggiare la vita della copia. Con queste premesse il matrimonio ben presto rischia di naufragare tra incomprensioni e difficoltà. Nel cast troviamo anche Rita Ora che interpreta Mia Grey e Luke Grimes con il ruolo di Elliot Grey. Infine nel film anche Marcia Gay Harden, premio Oscar per il film Pollock.

LO SAPEVATE CHE…

Cinquanta sfumature di rosso è stato girato insieme al secondo capitolo della trilogia Cinquanta sfumature di nero nel 2017, ma è stato distribuito l’anno successivo.
Il budget del film è stato di 55 milioni di dollari.
Entrambi gli ultimi due capitoli della trilogia sono stati girati da James Foley mentre il primo film della saga, Cinquanta sfumature di grigio ha la firma di Sam Taylor-Johnson.
E. L. James è lo pseudonimo di Erika Leonard che all’inizio della carriera usava il nome di Snowqueen Icedragon.

redazione

CS_The Mule


Giovedì 19 maggio, in prima serata su Canale 5, appuntamento con “The Mule”, capolavoro del 2018 diretto e interpretato da Clint Eastwood.

Un anziano orticoltore, disperato per la propria situazione finanziaria, accetta di lavorare come corriere di droga per un cartello messicano. Le sue operazioni gli portano soldi facili, ma attirano l’attenzione di un agente della DEA.

LO SAPEVATE CHE:

Il film è basato su una storia vera scritta da Sam Dolnick del New York Times.

La pellicola nel complesso dei paesi in cui è uscita nei cinema ha incassato ad oggi $ 97,924,689.

Le riprese del film sono cominciate il 4 giugno 2018 tra Atlanta e Augusta in Georgia. Molte scene sono state girate a Las Cruces nel Nuovo Messico.

Cast: Clint Eastwood, Bradley Cooper, Michael Peña, Andy Garcia e Alison Eastwood.

CS_”Brooklyn”, per il ciclo Donne Straordinarie


con Saoirse Ronan, Emory Cohen

(none)

Per il ciclo Donne straordinarie, Rai 1 trasmette mercoledì 27 aprile alle 21.25, il film drammatico del 2015 “Brooklyn” di John Crowley, con Saoirse Ronan, Emory Cohen, Domhnall Gleeson, Jim Broadbent. Eilis, una giovane irlandese senza futuro in patria, parte per l’America. A New York si ambienta a fatica fino a quando non conosce un ragazzo italoamericano di cui si innamora e lo sposa. Quando la morte dell’unica sorella, rimasta in patria a badare alla madre, la costringerà a ritornare temporaneamente in Irlanda si accorgerà di quanto sia difficile dover scegliere tra i due mondi…

redazione