COME SOPRAVVIVERE DA “EX-TALENT”: ISTRUZIONI PER L’USO …


suor cristina

Mentre si moltiplicano, anno dopo anno e puntuali ricompaiono all’orizzonte, a cadenza quasi regolare, le edizioni dei “talent” consolidati e con accettabile riscontro di pubblico, sebbene non più da “grossi numeri” come agli inizi, da “Amici”, a “X-Factor”, a “The Voice of Italy” e mettiamoci pure le versioni “baby” come “Ti lascio una canzone” e “Io canto”, è si può dire, “destabilizzante” il ricambio di “starlette” partorite in questo ambito che rimangono in carica il solo volgere di una stagione, un po’ come l’esistenza delle cicale o degli “uccelli di rovo”, sono gli incerti o piuttosto le amare beffe giocate dalla fama raggiunta troppo in fretta?in fondo, essere “Re per una notte” (film del 1983 di Martin Scorsese con Jerry Lewis e Robert De Niro), ossia “mattatori” del palcoscenico il tempo di un battito d’ali può riuscire a tanti, ma dopo il quarto d’ora di luci della ribalta, sparire è questione di un attimo e … avanti il prossimo/i prossimi o meglio “sotto a chi tocca”.

L’effetto è di un continuo, interminabile viavai e avvicendamento di “varia umanità”, su cui è difficile focalizzarsi, che scorre davanti agli occhi dello spettatore per il ciclo di esistenza “televisiva” che è consentito durare a questi personaggi, generando, in lui, più che altro, confusione e frastornamento. Il fenomeno delle “meteore”, in atto da anni, sta assumendo proporzioni particolarmente vistose, Maria De Filippi, interrogata a questo proposito, sui “desaparecidos” usciti dal suo “Amici” (fonte: “blog.you-ng.it) e sugli “aiuti” che invece regala a qualche (giusto un paio) ex-concorrente, ha così risposto “Non vedo cosa ci sia di male anche perché non canto al posto loro e non ho certo le capacità di mandare le persone a comprare i loro dischi … Se un cantante non piace, non c’è promozione che tenga”, il ragionamento non fa una grinza, lapalissiano, si direbbe, ma è poi vero che tutti i ragazzi che sono sfilati nella sua trasmissione e di cui non si sente più parlare o di cui si sente parlare poco non fossero dotati di talento e “non piacessero”?

Esistono altre chiavi di lettura, accanto alla sua, ma ci sarebbe da dilungarsi nell’elenco delle disuguaglianze di trattamento riservate dai “media” a tanti giovani cantanti di notevole merito e dei tentativi di oscurarli, a vantaggio di una manciata di loro colleghi, sempre di provenienza “talent”, che si cerca di far apparire agli occhi di tutti come “fuoriclasse” dalle doti eccezionali e conseguentemente, quindi, come tali, ospitati, decantati e pubblicizzati dappertutto e che possono contare, a differenza di altri meno “supportati” dalle “majors” e da preziose “amicizie”, su una distribuzione capillare dei loro prodotti discografici … e ci fermiamo qui.

the voice

Ma accanto alle difficoltà oggettive incontrate, come accennato, dai giovani artisti in un ambiente ostile e disseminato di insidie come quello dello spettacolo e alle porte spesso “blindate” con cui si scontrano sulla loro strada, fortunatamente entra in gioco un’altra componente, che non ha nulla a che vedere con investimenti, profitti e freddi dati contabili o tattiche di “marketing” ed è costituita dal pubblico, con la sua travolgente, irruente, irreprimibile forza emotiva e d’istinto e di “cuore” non certo da sottovalutare, infatti l’affetto che nutre per un personaggio che “elegge” a proprio beniamino e che si traduce nel seguirne i passi costantemente e acquistare la sua musica, gli permette di sopravvivere ugualmente, seppure con risultati meno eclatanti di quanto meriterebbe, ancora ad anni di distanza dall’uscita dal “talent” a cui ha preso parte, a dispetto della scarsa visibilità a cui chi “manovra la partita” dall’alto lo vuole relegare, indubbiamente l’amore, la tenacia, la passione, la perseveranza che questi ragazzi mettono nel loro lavoro, in cui continuano, nonostante tutto a credere, “pagano” e sono in grado di colpire molti, che non li hanno dimenticati.

amici13

La carriera di qualcuno di loro potrebbe essere un libro ancora “tutto da scrivere”?Probabilmente sì, relativamente, in particolare, a coloro che possiedono uno “zoccolo duro” di irriducibili che continua a sostenerli, certo, si tratterà di rimboccarsi le maniche, di faticare in proporzione molto più di altri “facilitati”, ma “chi la dura la vince”, una strategia perseguibile potrebbe anche essere l’ “autogestione”, ossia associarsi, porsi, tutti assieme, sotto una comune sigla discografica indipendente e fare serate, in pieno spirito collaborativo, esibendosi “collettivamente”, in modo da richiamare più pubblico e puntare ad espanderlo, cercando di raggiungere anche i piccoli centri, ovunque, “in tutti i laghi e tutti i luoghi”, di questi tempi non è permesso fare troppo i sofistici, l’importante è “apparire”, dimostrare che, artisticamente, si è più che mai “vivi” e “convincere”, possibilità di riuscita ce ne potrebbero essere, tentare non nuoce, dopotutto “L’unione fa la forza” …

Fede

7 comments

  1. Buon sabato a tutti!
    A proposito di “autogestione”, vi dirò di più: il 05/02/1919, quattro grandi attori e registi di Hollywood, trattasi di Charles Chaplin, Douglas Fairbanks, Mary Pickford e D.W. Griffith fondarono e assunsero le redini della casa di produzione cinematografica “United Artists” e furono presi per pazzi (da “Wikipedia”), ebbene, la società esiste tuttora, quindi, anche in altri settori, “autoprodursi” è possibile.

  2. Ai giovani cantanti e musicisti servirebbe anche un locale che faccia “tendenza” che attiri molto pubblico, preferibilmente giovane, ma anche no, che faccia le funzioni del “Piper”, dove sono nati artisticamente Patty Pravo, Mal, Shel Shapiro con i “Rokes” e un’intera generazione di “idoli” degli adolescenti di fine anni ’60.

  3. Buona domenica a tutte😀Fede cara,tanti complimenti per l’articolo👏veramente ben scritto e assai veritiero😘 speriamo che la gente si svegli 😂prima o poi😜

    1. @Patruska: ciao e buona domenica anche a te e a tutti/e!
      I ragazzi usciti dai “talent” dovrebbero ribellarsi con tutte le forze contro chi decide già in partenza che devono essere “a tempo determinato” e soprattutto essere messi da parte subito a vantaggio di due/tre o poco più che si vogliono lanciare. La gente lo ha capito da tempo.

  4. Bell’articolo, Fede hai centrato il problema 😉 😀
    La Sig.ra De Filippi afferma…
    ” Se un cantante non piace, non c’è promozione che tenga”

    Peccato ciò che abbiamo visto in questi ultimi anni hanno smentito le sue parole.
    Abbiamo visto quanto sia brava la Sig.ra De Filippi a fare l’imprenditrice dei cantanti ora nell’olimpo!! Ospitate in tutti i suoi programmi, se le radio non li considera, ci pensa lei mettendo le canzoni dei cantanti che Lei reputa idonei per il pubblico, ospitate dagli amici degli amici (Morandi, Scotti Bonolis ecc)!! Questa non è promozione alquanto efficace?? Alla fine, il pubblico si arrende, non piace ma te lo fa piacere…………a furia di ascoltare la stessa canzone, ti entra in testa!! 😀
    Mi sono infatti domandata possibile che il pubblico, visto che seguivo Amici, gli piacesse solo l’Amoroso e l’Emma??? Con tutti i cantanti usciti ad amici, solo le due sono uscite ad emergere dal calderone??? Visto il supporto che la Sig.ra De Filippi ha dato alle due cantanti, ora ho capito che senza raccomandazioni, favori su favori grazie anche alla CD, non si va oltre alla trasmissione in cui partecipano gli altri cantanti!! Esempio lampante, il ringraziamento del presidente della Sony per il supporto della Fascino all’ultimo lavoro della favorita defilippiana, l’Amoroso!! Visto che le vendite, nonostante un produttore altisonante come Tiziano Ferro, stavano rischiando …la Sig.ra De Filippi ha pensato di invitare la sua “figlia preferita”, addirittura ad italia’s got talent, dove gli ospiti non sono previsti…..quindi….si sopravvive ai TALENT solo se si è RACCOMANDATI!!!
    Inutile che la Sig.ra De Filippi sia così lapidaria………..se altri suoi figli del talent non ce la fanno è perchè la FASCINO non ci guadagna, oppure non sono nelle sue grazie 😉
    Bravissima manipolatrice dei gusti del pubblico, le sue trasmissioni ne sono l’esempio.
    In Italia funziona ancora così, il talento non paga, paga solo le raccomandazioni e il mondo dello spettacolo ne è pieno, un mondo falso e ipocrita 😀

    1. @Luisa: ciao!sì, ma sia nell’articolo che sotto, nei primi due commenti, do qualche suggerimento agli “ex-talent”, proprio per non rischiare di “fare numero” solo nella loro edizione del programma e poi essere definitivamente “archiviati” fra gli “scomparsi”, con tanto di commentini derisori della “patronessa”, come hai riportato sopra …

  5. Per esempio Piero Pelù fa ancora lavorare i suoi ex-concorrenti di “The Voice” dell’anno scorso, un ragazzo giunto in semifinale, Guasti, aprirà qualche suo concerto.

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